fbpx

Visitare Ortigia: alla Scoperta del Quartiere Antico di Siracusa

Visitare Ortigia è imprescindibile se ci si trova nei dintorni di Siracusa.

L’isola in questione, infatti, costituisce la parte più antica e caratteristica della città.

Parliamo di una porzione davvero piccola di territorio, che si estende per appena 1 km quadrato, ma ricchissima di cose da vedere.

I Nostri Accompagnatori

Per vistare Ortigia durante #siciliaincamper in compagnia dei nostri amici Ernesto e Lidia di Viaggiando in Camper, Anna Pernice di Travel Fashion Tips e Diana Bancale di In Viaggio da Sola siamo partiti dal Camping Rinaura, che ci ha ospitati durante il nostro soggiorno nel siracusano.

Da qui abbiamo raggiunto Ortigia grazie ai fantastici e gentilissimi Costantino e Iole, che hanno messo a nostra disposizione i servizi di trasporto di Sicily Old Tour per raggiungere la città.

Infine ci siamo ricongiunti a Cettina e Pietro de Il Mondo di Titò, e abbiamo fatto la conoscenza di Elena Romano, guida accreditata che ci ha accompagnati a visitare la città.

Elena è una di quelle guide che ti raccomandiamo caldamente.

Non è assolutamente noiosa, e fa trasparire davvero l’amore per la sua Regione in generale e per la zona del Val di Noto in particolare.

E’ ferratissima, ed è davvero un piacere sentirla raccontare aneddoti storici e curiosità moderne.

Il Tour

La nostra visita è iniziata da Largo 25 Luglio e dal Tempio di Apollo, il più antico della Sicilia.

Pensa che risale al VI secolo a.C. e mostra le caratteristiche più arcaiche tra tutti i templi greci ad oggi conosciuti.

Tempio di Apollo
Il Tempio di Apollo, con Anna Pernice (Travel Fashion Tips) in fase di esplorazione.

Sì, perché Ortigia ha visto passare molti popoli: greci, romani, arabi, spagnoli…

E ogni popolo ha ampliato e rispettato quanto realizzato dai suoi predecessori, anche e soprattutto dal punto di vista architettonico.

Ricordi Fascisti, ma Non Solo

A questo punto abbiamo percorso Corso Matteotti, un tempo chiamata Via del Littorio.

E si capisce bene il perché.

Ovunque ci sono palazzi che mostrano i tratti distintivi, squadrati e lineari, dell’architettura fascista.

Questo rettifilo venne infatti realizzato tra il 1934 e il 1936, rimaneggiando un antico quartiere.

Foto di Gruppo
Foto di gruppo davanti al Duomo. Davanti, da sx: Ernesto Di Benedetto (Viaggiando in Camper), Elena Romano (la nostra guida), Anna Pernice (Travel Fashion Tips) e noi Allemandich. Dietro, da sx: Iole Vecchio (Sicily Old Tour), Marina Sindona (Camping Rinaura), Cettina Marziano e Pietro Gennaro (Il Mondo di Titò), Diana Bancale (In Viaggio da Sola) e Lidia Canosa (Viaggiando in Camper).

Ma non tutti gli edifici, che qui sono in pietra chiara in contrasto con quelli scuri di Randazzo, sono andati perduti.

Da notare infatti Palazzo Greco, edificio risalente alla seconda metà del Trecento e donato poi dal Comune all’I.N.D.A., l’Istituto Nazionale del Dramma Antico.

Come puoi sicuramente immaginare, scopo dell’Ente è quello di organizzare rappresentazioni teatrali classiche, che ogni anno hanno come scenario il Teatro Greco di Siracusa.

Piazza Archimede, la Fontana di Diana e la Fonte Aretusa

Sempre continuando lungo la via abbiamo raggiunto Piazza Archimede.

Beh, a Siracusa e ad Ortigia varie sono le dediche al genio matematico che qui nacque nel 288 a.C., e questa piazza non è che una delle tante.

Quello che qui spicca è però una maestosa e bellissima fontana, la Fontana di Diana.

Fontana di Diana
La stupenda Fontana di Diana di Giulio Moschetti, in Piazza Archimede.

Realizzata da Giulio Moschetti nel 1907, narra le vicende di Aretusa, ninfa molto cara ai siracusani.

Ella è ritratta nell’atto di fuggire da Alfeo, figlio di Oceano, che si innamorò di lei spiandola mentre faceva il bagno nuda.

Dettaglio della Fontana di Diana
Dettaglio della Fontana di Diana, con la Dea che si frappone tra Alfeo e Aretusa.

Aretusa trovò riparo ad Ortigia, e qui chiese l’aiuto di Diana, che nella Fontana è ritratta mentre si frappone fra la ninfa e il suo spasimante.

Per salvare Aretusa dalle grinfie di Alfeo, la Dea trasformò infine la giovane in una fonte d’acqua dolce.

Il mito rivive qui ad Ortigia proprio in prossimità della Fonte Aretusa, uno specchio d’acqua dolce che rappresenta uno dei tanti sfoghi della falda freatica che alimenta anche il fiume Ciane dal lato opposto del porto.

Quindi sì, abbiamo acqua dolce in prossimità del mare…e ti ricordi cosa ti abbiamo raccontato a proposito della fonte del fiume Ciane nel nostro articolo sul Camping Rinaura?

Che crescono i papiri!

E lo stesso accade anche qui, presso la Fonte Aretusa.

Fonte Aretusa
La Fonte Aretusa d’acqua dolce, dove crescono spontanei i papiri…e dove vivono serene le papere.

Insomma, i papiri spontanei li puoi vedere solo andando in Egitto…o visitando la zona di Siracusa!

La Mastra Rua

Via della Maestranza, anticamente la Mastra Rua, è colma di palazzi nobili ricostruiti dopo il violento terremoto che colpì il Val di Noto nel 1693.

Possiamo leggerne le facciate facilmente, e renderci conto delle varie epoche e dei vari stili succedutisi nel corso degli anni.

Qui troviamo anche Palazzo Mergulese-Montalto, un’imponente domus magnae realizzata a cavallo tra il XIV e il XV secolo di ispirazione aragonese-catalana.

Palazzo Mergulese Montalto
Palazzo Mergulese – Montalto, di chiaro stile catalano, indice della multietnicità dei popoli che hanno vissuto a Siracusa.

Del resto te l’avevamo detto che da qui sono passati anche gli spagnoli, no?

La Giudecca

Ortigia è suddivisa in una decina di piccoli quartieri storici, e uno di questi è quello della Giudecca.

Qui ci siamo imbattuti in particolare in due chiese.

La prima è quella di San Filippo Apostolo, l’altra quella di san Giovannello.

Questa in particolare è davvero mozzafiato: con un portale quattrocentesco ed un grande rosone all’apice, è attualmente senza tetto e proprio per questo ancora più suggestiva.

San Giovannello
La suggestiva Chiesa di San Giovannello, ex Sinagoga ebraica.

Costruita sulle fondamenta di un’altra basilica paleocristiana del IV secolo, un tempo fu anche Meschita.

Cosa significa?

Il termine in siracusano indica la Sinagoga, quindi il luogo di culto ebraico, ma ila parola in sé richiama il vocabolo “moschea”, con carattere quindi musulmano.

Ecco quindi un altro indizio sulla storia di Siracusa e su tutti i popoli che qui hanno dimorato…

In questa zona troviamo anche la bottega-laboratorio del Teatro dell’Opera dei Pupi, arte diffusa in tutta la Sicilia ma caratteristica di Siracusa.

Mastro puparo
Un Mastro Puparo al lavoro nella sua bottega artigiana.

Diverse generazioni di pupari si sono alternate in questi anni: dagli albori della tradizione siracusana con la famiglia Puzzo siamo giunti ai fratelli Vaccaro, per poi aprire nuovi orizzonti con l’avvento dei fratelli Mauceri.

Andando Verso Piazza Duomo… si Fanno Incontri Curiosi

Abbandoniamo la Giudecca passando per Piazza San Giuseppe, dove nei primi anni del 2000 rifacendo la pavimentazione furono trovati i resti di un’abitazione romana con tanto di mosaici, studiati e poi nuovamente ricoperti.

Percorrendo Via Roma sulla nostra destra abbiamo visto apparire il Teatro Comunale, la cui costruzione iniziò nel 1872 su un iniziale progetto dell’architetto Antonio Breda.

Il suo completamento fu infine affidato all’architetto Giuseppe Damiani, e il teatro fu inaugurato nel maggio del 1897.

Siamo ormai alle spalle di Piazza Duomo…ma ecco che facciamo un incontro curioso.

Un edificio ospita la statuina di una Madonna un po’ particolare, realizzata da un artista locale, Alfredo Romano.

La Madonnina del convento
La curiosa statuina della Madonna del convento di Montevergini, sdraiata a guardare il cielo.

La statua posta sulla parete esterna del chiostro del convento di Montevergini guarda infatti al cielo in una posa inedita, essendo attaccata all’edificio per il piedistallo e restando così supina.

Santa Lucia
Santa Lucia alla Badia, che si affaccia su Piazza Duomo e che ospita ancora per poco al suo interno un’opera di Caravaggio.

Continuando troviamo Santa Lucia alla Badia, una chiesa in stile barocco dove si conserva, ma ancora per poco, il famoso quadro di Caravaggio raffigurante il Seppellimento di Santa Lucia, Patrona di Siracusa.

Piazza Duomo

Eccoci quindi nella meravigliosa Piazza Duomo, e qui è iniziato un viaggio nel tempo dal 480 a.C fino ad oggi.

Lato del Duomo
La fiancata del Duomo, dove si notano i resti del vecchio Tempio greco fusi insieme alla facciata barocca.

Infatti il Duomo è un edificio che ha cambiato le sue vesti man mano che il tempo passava e i popoli si avvicendavano ad Ortigia, ma mai la sua funzione religiosa.

Da tempio greco dedicato ad Atena, di cui conserva ancora parte del perimetro esterno e le colonne interne, è oggi Cattedrale dedicata alla Natività di Maria Santissima con una facciata è barocca e rococò.

Interni barocchi
Gli interni barocchi e rococò del Duomo, sfarzosi e ricchi.

Ma abbiamo anche tracce medievali, mosaici normanni e affreschi pittorici del messinese Agostino Scilla.

Interni medievali
Accanto al barocco, anche il Medioevo ha lasciato tracce nell’architettura interna del Duomo.

Nella Piazza anche altri palazzi degni di nota, come il Municipio ed il Palazzo Beneventano del Bosco.

L’Escursione con Love Boat

Inoltrandoci verso Via delle Carceri Vecchie abbiamo raggiunto il Lungomare della Marina, e lì ad aspettarci c’erano il capitano Gaetano e Giuseppe, gestori di Love Boat.

Love Boat
Love Boat, il servizio di navigazione turistica con cui abbiamo osservato Ortigia dal mare.

Love Boat è un servizio di navigazione turistica a bordo di piccole barche a motore con vetrate e fari subacquei, grazie al quale abbiamo continuato il nostro tour di Ortigia e Siracusa via mare.

Un’esperienza incredibile!

Partiti dal Porto Grande, siamo passati davanti ad uno dei più bei manieri Federiciani, Castello Maniace, e ci siamo diretti verso le meravigliose Grotte che si trovano oltre il Porto Piccolo.

Abbiamo innanzitutto scorto lo “Scoglio Grande e lo “Scoglio Piccolo” detti in dialetto Siciliano “Scogghi dei Rù frati”, ovvero gli “Scogli dei due fratelli“.

Grotta dei Coralli
L’interno della Grotta dei Coralli…e sì, quelle macchie rosse sono proprio coralli veri.

Poi, man mano che la barca procedeva, abbiamo rimirato il fondale meraviglioso e il mare pulitissimo grazie alle vetrate panoramiche a pavimento della Love Boat, e abbiamo visto una miriade di pesci colorati nuotare tranquilli.

Siamo quindi entrati all’interno di varie grotte, molte delle quali stracolme di coralli: la Grotta dei Coralli (per l’appunto!), l’Orecchio di Dioniso, la Grotta dell’Amore, quella dei Ciclopi…

Grotta dell'Amore
La Grotta dell’Amore, chiamata così per il suo ingresso a forma di cuore.

E poi il gruppo si è concesso un bagno nelle acque cristalline del siracusano, per poi goderci tutti insieme un aperitivo in barca a base di frutta fresca e vino dolce.

Inutile dire che ci siamo sentiti dei veri vip, e consigliamo sia l’esperienza con Love Boat che il tour via terra con Elena a chiunque!

Dove Pranzare

Visitare Ortigia ci ha messo parecchio appetito, e siamo certi sarà così anche per te.

Ecco quindi che ti suggeriamo non uno, ma ben due posti dove rifocillarti a dovere.

Il primo è il locale del Caseificio Borderi, all’interno del Mercato di Ortigia.

Qui Nazarena, Gaetano e Andrea ti stupiranno con i loro manicaretti cucinati con ingredienti a km 0, rivisitazioni particolari e audaci di piatti noti superbamente riuscite (ancora ci viene l’acquolina in bocca al pensiero della caponata di verdure con aggiunta di tonno fresco…) e tanta simpatia.

Il secondo è Spizzica Al Vecchio Lavatoio, un ristorante pizzeria dove Christian e Tecla Cristina, che si sono dimostrati decisamente accoglienti, ci hanno fatto assaggiare piatti davvero ottimi.

Vecchio lavatoio
Il vecchio lavatoio al di sotto dell’omonimo (e ottimo) ristorante ad Ortigia.

Consigliatissimi gi antipasti caserecci, sia di terra che soprattutto di mare.

E dopo pranzo non perderti una visita al vecchio lavatoio che dà il nome al locale: dovrai scendere una scala a chiocciola e poi…preparati a rimanere a bocca aperta!

Visitare Ortigia: le Nostre Conclusioni

Consigliamo a tutti di visitare Ortigia, magari facendolo con una guida simpatica e preparata come Elena.

E non trascureremmo neanche Love Boat e le sue escursioni via mare, perché oltre ad essere una coccola riescono davvero a farti vedere le cose da un punto di vista inedito e affascinante.

Il nostro campeggio di riferimento, come già sai, è stato il Camping Rinaura, dove troverai ad accoglierti la meravigliosa Marina fra ulivi secolari e alberi da frutto.

Ma abbiamo ancora molto da raccontarti sulla Sicilia e le sue bellezze, quindi…alla prossima!

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.