fbpx

Villa Durazzo Pallavicini: i giardini iniziatici nel cuore di Pegli

Villa Durazzo Pallavicini è forse poco conosciuta a chi non vive in zona Genova Pegli. Il suo parco è tuttavia un gioiello di ben 8 ettari incastonato tra le colline liguri ed è davvero insolito. Realizzato dall’architetto Canzio nell’800 per la famiglia appunto dei Durazzo Pallavicini, già ai tempi era aperto al pubblico.

La struttura del parco

La particolarità del parco di Villa Durazzo Pallavicini è la sua impostazione che ricorda quella di un’opera teatrale. L’architetto Canzio ha idealmente e praticamente suddiviso le varie zone del parco in tre atti, a loro volta ripartiti in varie scene. Ha aggiunto anche un prologo, un antefatto e un esodo.

Il filo conduttore dell’opera è la purificazione dell’animo attraverso la Natura, e il raggiungimento da parte dell’uomo dei traguardi spirituali e materiali. Ha quindi valenza filosofica, intima, e per alcuni non è altro che un cammino iniziatico alla massoneria.

Molte sono le piante che ornano il parco, alcune risalenti proprio all’800 e quindi con valore storico oltre che botanico. L’acqua poi ha un ruolo centrale a livello purificativo: troviamo quindi nei giardini un gran numero di laghi, corsi d’acqua e fontane.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-3"}}”>[/siteorigin_widget]

Prologo e antefatto: i viali

L’opera comincia percorrendo prima un viale in stile gotico e poi classico, con richiami alle atmosfere ottocentesche parigine. Troviamo anche una caffetteria, una volta ammobilitata e destinata ad ospitare i visitatori durante i loro momenti di ristoro.

Qui veniamo introdotti a quello che sarà il filo conduttore del parco di Villa Durazzo Pallavicini.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-5"}}”>[/siteorigin_widget]

Atto 1: Ritorno alla Natura

Superato un arco di trionfo iniziamo ad entrare nel cuore dell’opera e a scoprire la bellezze della Natura ed il suo potere salvifico. Tutto intorno a noi è verde e lussureggiante, dapprima con carattere più montano e poi via via più esotico, con palme e cactus. Passiamo in una zona che nell’800 era considerata un belvedere affacciato sui campi e sugli orti e che ora, purtroppo, volge il suo sguardo verso l’autostrada e le fabbriche liguri. Qui una volta c’era un piccolo parco giochi a simboleggiare le gioie donate dalla Natura, ma le giostre che lo componevano sono poi state spostate in un’altra zona del giardino. Percorriamo poi un viale fiancheggiato da camelie  e raggiungiamo il Lago Vecchio. Qui tutto è realizzato artificialmente e ci ricorda come la Natura possa non essere solo benevola ma anche selvaggia e aspra. Poco dopo però ci imbattiamo in una sorgente: qui risiede il vero potere purificatore dato dall’acqua.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-7"}}”>[/siteorigin_widget]

Atto 2: Il recupero della storia

Ora la Natura non è più protagonista ma fa solo da sfondo alle vicende umane, spesso decisamente terrene. Arriviamo alla Cappelletta di Maria e scorgiamo sulla collina davanti a noi un edificio pesantemente danneggiato dai bombardamenti… In realtà è solo la ricorstruzione di una scena di guerra, la cui valenza vedremo meglio tra breve.

Dopo aver visto il perimetro di terreno una volta occupato dalla costruzione di una capanna svizzera raggiungiamo uno dei luoghi simbolici più belli di tutto il parco: il castello del Capitano. E qui termina anche il tratto di percorso in salita: da questo punto in poi cominceremo a scendere.

L’edificio è stato realizzato con fattezze medievali ma in periodo gotico, e si compone di un basamento quadrato, simbolo della materialità umana, sormontato da una torre a pianta circolare, simbolo invece di perfezione divina.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-9"}}”>[/siteorigin_widget]

Il castello del Capitano visto più da vicino

Il castello è visitabile e si compone di varie stanze: una cucina, un locale da bagno destinato alle signore e un luogo di ritrovo per gli uomini.

Saliti poi 33 gradini di una scala a chiocciola che confonde il nostro senso dell’orientamento raggiungiamo la terrazza su cui poggia la base della torre, che sarebbe poi la stanza del Capitano. Essa è abbellita da vetrate di colori diversi che sono direzionate con estrema precisione verso i punti cardinali: ad ovest la vetrata rossa, ad est quella violetta, a sud la gialla e a nord quella verde. Immaginate l’alternanza dei colori quando le vetrate sono illuminate dalla luce del sole durante le ore del giorno…!

La cima della torre non possiamo raggiungerla da soli, ma ci sono delle particolari visite guidate che permettono di farlo.

Una volta il castello era arredato e vivibile, anche se non rappresenta altro che una scenografia e simboleggia i traguardi raggiunti appunto dal Capitano, uomo realizzato da ogni punto di vista. Ma per poco: essendo il Capitano pur sempre un essere umano si fa presto prendere dall’avidità e dalla volontà di possedere qualcosa di più, ragion per cui dichiara guerra al suo vicino (vi ricordate la dimora bombardata? Ecco!). Alla fine il Capitano vince la guerra…ma perde la vita.

Ecco infatti che ci troviamo dentro l’ultima scena del secondo atto, il mausoleo con la tomba del nostro eroe.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-11"}}”>[/siteorigin_widget]

Atto 3: Catarsi

Ci addentriamo ora nell’aldilà e scendiamo prima all’interno delle grotte infernali. Non sono normalmente visitabili se non all’interno di tour appositi, ma sembrano essere davvero cupe ed intricate.

Finalmente raggiungiamo l’Eden, il Paradiso: prima incontriamo il Lago Grande, con al centro il tempio di Diana e nelle vicinanze la pagoda orientale col suo ponte dorato. Poi ci imbattiamo nei giardini di Flora, dea della Natura e quindi forse la dea principale. Vediamo ancora un obelisco, simbolo della tendenza dell’uomo verso Dio, e raggiungiamo la zona dedicata alla rimembranza. Qui troviamo un’urna funeraria posta su una sorta di isoletta circondata da un piccolo fossato facilmente scavalcabile. Questo “gesto atletico” simboleggia la fluidità e la facilità con cui si passa dalla vita a lla morte, che quindi non dobbiamo temere.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-13"}}”>[/siteorigin_widget]

Esodo: I giochi d’acqua

E’ ora arrivato il momento di gioire e rilassarsi dopo aver completato il nostro percorso di purificazione. In quest’ultima regione del parco troveremo varie fontane, stagni, laghetti e corsi d’acqua. Attraverseremo un roseto, noteremo l’allegoria di un coccodrillo che caccia dei pulcini d’aquila, e alla fine ci ritroveremo al punto di partenza e quindi alla fine della nostra visita del i giardini di Villa Durazzo Pallavicini.

[siteorigin_widget class=”SiteOrigin_Widget_Image_Widget”]","after_title":"<\/h3>","widget_id":"widget-0-0-15"}}”>[/siteorigin_widget]

Villa Durazzo Pallavicini: informazioni utili

Il costo del biglietto per la sola visita dei giardini è di 10 € a persona. Poiché Villa Durazzo Pallavicini è oggi sede di un museo archeologico si può anche acquistare un biglietto combinato giardini + museo al costo di 12 €.

Calcolate che la sola visita al parco dura circa due ore, e che farla durante la stagione calda è un pochino sfiancante: anche se ci troviamo in un giardino con tante piante, metà del percorso è in salita e non troverete lungo la strada punti di ristoro…quindi attrezzatevi bene! Niente di infattibile però.

Ci incuriosiscono molto le visite guidate in compagnia della direttrice della Villa ed in particolare quelle esoteriche: si tenogno una volta al mese durante la luna piena, durano anche 5 ore e partono alle ore 21… Da provare!

I giardini di Villa Durazzo Pallavicini ci sono comunque piaciuti molto e hanno rappresentato una bella scoperta: vi consigliamo vivamente di visitarli se vi troverete in zona Genova Pegli, e chissà che anche voi possiate purificarvi nel corpo e nello spirito!

Se poi vi piace girovagare per giardini e dimore nobiliari vi ricordiamo il nostro tour delle Isole Borromee

Villa Durazzo Pallavicini

Via Ignazio Pallavicini, 13

16155 Genova (GE)

Tel: +39 010 8531544

info@villadurazzopallavicini.it

Sito web ufficilae: https://www.villadurazzopallavicini.it/

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.