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Chiara Mandich

Trovate in Toscana, nella località immersa nella Maremma di Poggetti Vecchi, una sorta di terme preistoriche. Si tratta di ambienti naturali termali in cui alcune specie di animali preistorici nonché Neandartheliani pare si siano rifugiati per scampare alla glaciazione.

La scoperta è stata pubblicata sul nuovo numero della rivista ‘Archeologia Viva‘ (Giunti editore) diretta da Pietro Pruneti. Autrici della ricostruzione scientifica sono Silvia Florindi e Anna Revedin, archeologhe dell’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria di Firenze. Con loro anche Biancamaria Aranguren, ex funzionaria della Soprintendenza Archeologica di Siena e Grosseto.

Dallo studio dei resti di piante e animali ritrovati è emerso che circa 170000 anni fa la zona di Poggetti Vecchi era caratterizzata da grandi spazi erbosi e pozze d’acqua dolce. Tutto intorno colline ricoperte di boschi, prevalentemente con alberi di querce e frassini.

Tra gli animali ritrovati soprattutto esemplari di antenati degli odierni elefanti, caprioli e cervi rossi. I pachidermi in particolare si pensa facessero parte di una famiglia di 7 individui, morti poi di inedia a causa della scarsità di cibo presente.

I resti Neandartheliani

Non solo animali però, ma anche alcuni umani hanno trascorso qui del tempo. Varie sono infatti le tracce lasciate, e nello strato archeologico più ricco di reperti sono stati ritrovati un gran numero di manufatti. Questi oggetti erano realizzati per lo più in pietra, osso e anche in legno di bosso.

Tra gli oggetti rinvenuti dei bastoni lunghi più di 1 metro, conducibili probabilmente ai “bastoni da scavo“. Ancora in uso dalle odierne popolazioni di cacciatori-raccoglitori, erano solitamente utilizzati dalle donne per recuperare cibi sotterranei e prodotti spontanei. Servivano inoltre per cacciare piccole prede.

Essendo alcune delle estremità dei bastoni volontariamente annerite, si crede che le popolazioni preistoriche artefici di questi manufatti sapessero già utilizzare in modo consapevole il fuoco. E da studi di datazione è emerso che i primi frequentatori delle terme di Poggetti Vecchi fossero dei Neanderthaliani antichi.

Una scoperta molto interessante quindi, che elegge Poggetti Vecchi a uno dei pochi siti archeo-paleontologici in Europa che documentano il passaggio dal Pleistocene medio al Pleistocene recente.

Le dichiarazioni delle studiose

“Già da questi primi risultati è chiaro come siamo in presenza di un rinvenimento straordinario: sono pochi i siti archeo-paleontologici in Europa che documentano il passaggio dal Pleistocene medio al Pleistocene recente” hanno dichiarato le tre studiose. “Poggetti Vecchi offre un’opportunità eccezionale per studiare il comportamento dei primi Neanderthal in questo specifico contesto climatico e ambientale. Di sicuro le calde sorgenti termali attrassero in questa piccola valle rigogliosa uomini e animali in cerca di cibo e di un riparo dai primi freddi della glaciazione in arrivo”.

E ancora:” Anche per noi si è rivelata una fonte inaspettata di nuove conoscenze, a partire dalla scoperta che già i primi Neanderthaliani erano in grado di controllare il fuoco, utilizzandolo come strumento di lavorazione: uno degli elementi per capire l’avanzare della ‘modernità’ nei comportamenti e nelle capacità di questi antichissimi maremmani”.

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.