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Chiara Mandich

Per il primo appuntamento della nostra nuova rubrica settimanale dal titolo “Dietro lo Scatto”, in cui ti racconteremo il dietro le quinte delle nostre fotografie, partiamo da un safari fotografico un po’ particolare.

Il safari fotografico Allemandich style

safari fotografico

Partiamo col dire che ultimamente stiamo vedendo in giro tantissime testimonianze di safari fotografici in Africa, soprattutto sulle tracce dei fantomatici “big five”: leone, rinoceronte, elefante, bufalo e leopardo.

Ora, noi in Africa non ci siamo mai stati e dubitiamo di andarci a breve, ma mica potevamo non metterci in gioco!

Ecco quindi che abbiamo approfittato di una gita a Zoom Torino per cimentarci nella (apparentemente semplice, lo ammettiamo) impresa.

La giornata era rovente, e visto che a Zoom ci sono anche due ottime piscine tanto valeva unire l’utile al dilettevole.

Già in partenza però abbiamo avuto dei problemi. Potevamo mica essere gli unici a voler trascorrere una giornata in piscina, no? Ecco.

Bambini, bambini ovunque

Infatti abbiamo scoperto che quello stesso giorno sarebbero state presenti a Zoom orde di scolaresche, e persino i compagni più grandi di nostra nipote erano nel gruppo.

E mica facile scattare belle foto con centinaia di ragazzini intorno, che corrono e urlano e fanno festa!

Abbiamo cercato varie location per immortalare le nostre gesta, ma ecco che appena ci sistemavamo loro arrivavano a frotte. E monta, e smonta, e rimonta di nuovo il treppiede… un dramma senza fine.

Cos’è il genio?

Alla fine il lampo di genio: perché non sfruttare una vecchia jeep presente in una delle aree gioco per simulare di star prendendo parte a questo benedetto safari fotografico? Il cappello di paglia da esploratore più o meno c’era, e la jeep era deserta…

Una specie di miracolo.

Ecco perché dovevamo presagire che il pericolo era in agguato.

Chiara è salita a bordo con gesto atletico, e già qui il primo problema: la jeep era rovente per via del sole, a una temperatura degna di quella della fusione atomica. Stare seduti con aria indifferente era un’imprese, ma la nostra eroina ha resistito stoicamente per amor dell’arte.

Si è messa in posa a scrutare convinta l’orizzonte, incurante di quanti la guardavano perplessi e con un filo di compassione. Fabio scattava, e stava per tentare un nuovo gioco prospettico e un bokeh più spinto quando l’ennesimo gruppo di ragazzini ha iniziato ad urlare che…

Il dramma, il pericolo, il vero coraggio

…L’interno della jeep era stato colonizzato da uno sciame di vespe.

Ora, massimo rispetto per tutte le creature grandi e piccole, ma che ognuno stia nel suo. E Chiara e la vespe non potevano convivere in simultanea nello stesso luogo, punto.

Vorremmo dirvi che la fanciulla si è allontanata leggiadra e tranquilla dopo aver ricevuto la ferale notizia, con mosse fluide e il nastro del cappello che ondeggiava al vento…

Ma la verità è che si è catapultata giù come un missile, sgraziata, per poco non ammazzandosi sullo scalino, il cappello finito in posizioni strane e gli occhi fuori dalle orbite per il terrore di incontrare i ronzanti coinquilini del veicolo.

E sì, i bambini si sono fatti grandi risate.

Ma noi lo scatto l’abbiamo ugualmente portato a casa, e se non ti avessimo raccontato il dietro le quinte del nostro safari fotografico scommettiamo che non avresti mai immaginato la drammaticità degli eventi verificatisi.

I dati di scatto

Ti lasciamo qui sotto i dati dello scatto, nel caso in cui ti interessassero e…alla prossima!

Macchina: Canon EOS 750 D

ISO: 100

F-stop: f/1.8

Tempo: 1/1600 sec

Distanza focale: 50mm

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.