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Mountain bike e plogging: perché green è meglio

In occasione dello Slow Travel Fest – Monteriggioni Walks&Talks, noi Allemandich abbiamo avuto modo provare in prima persona varie esperienze: tra queste non sono mancate la mountain bike elettrica ed il plogging.

E, situazione più unica che rara, stavolta ci siamo divisi: io, Chiara, mi sono dedicata al plogging mentre Fabio, che all’interno della coppia è quello con maggior resistenza fisica, si è dato alle pedalate. 

Durante la stesura di questo articolo ci siamo quindi alternati alla scrittura, così da poterti offrire un resoconto quanto più possibile completo e corretto.

Visto che Fabio è galante lascia passare prima le signore, ed ecco quindi che inizio io a raccontare…

Chiara e il mondo del plogging: fare i turisti e al contempo aiutare l’ambiente

Prima di conoscere Francesco e i The Ploggers (dai un’occhiata al loro sito!) non avevo assolutamente idea di che cosa fosse il plogging. O meglio, avevo sentito parlare di quest’attività, ma non avevo idea che avesse un nome proprio e ben definito.

Ma veniamo a noi.

“Plogging”, dal verbo svedese “plocka upp”, significa letterlamente “raccogliere“. Ma raccogliere cosa?

Rifiuti, di ogni genere e sorta, ad eccezione di quelli che vengono classificati come “speciali” e di cui fanno parte ad esempio escrementi e sostanze potenzialmente pericolose per la salute.

In sostanza, munito di guanti protettivi e sacchetti, ti ritroverai a passeggiare per boschi, campagne e città e raccogliere man mano la spazzatura che si trova abbandonata per terra, dai mozziconi di sigaretta alle bottigliette di plastica. Tutto il raccoglibile in pratica.

Ma lasciami introdurre brevemente il progetto dei The Ploggers e di Francesco, la mia guida in quest’avventura ecologica e green.

Questa associazione no profit con sede in Toscana ha studiato un modo molto carino per fare plogging. Perché va bene ripulite il nostro Pianeta, ma come rendere il tutto più interessante ed appetibile?

the ploggers

Il mondo dei The Ploggers

Iscrivendoti al gruppo dei The Ploggers le tue passeggiate ambientaliste saranno effettuate in compagnia di guide ambientali e/o turistiche che ti descriveranno nei dettagli la realtà che stai ripulendo. Ti insegneranno a riconoscere gli alberi del bosco, ad attribuire la giusta paternità alle opere d’arte più pregiate, a conoscere gli angoli più nascosti e suggestivi della Toscana. Nel nostro caso, ad esempio, ad accompagnarci è  stata la meravigliosa Margherita.

In più, a conclusione di ogni giornata di plogging, la giusta ricompensa: un pic-nic tra amici, con cibo condiviso e tanto buon vino prodotto proprio dallo zio del nostro Francesco. Una meravigliosa celebrazione dell’ambiente e della convivialità!

Purtroppo durante lo Slow Travel non ho avuto modo di partecipare al pic-nic, ma già la passeggiata mi ha dato tanto.

in marcia

 

La mia esperienza come plogger

Hanno preso parte con me a quest’ avventura moltissimi ragazzi, segno che sbaglia chi crede che i giovani siano solo tanto fumo e niente arrosto quando si parla di ambiente e di ecologia. Siamo partiti da Abbadia a Isola e in circa un paio d’ore avremmo dovuto seguire un percorso ad anello fino a Casa Giubileo e ritorno…ma le cose non sono andate proprio così.

Lungo la strada infatti, che il giorno prima avevo percorso con Fabio e che mi era sembrata pulitissima, abbiamo raccolto di tutto.

Talmente tanti rifiuti che abbiamo dovuto lasciare vari sacchi lungo il ciglio della strada per poi passare a riprenderli al nostro ritorno: troppo pesanti ed ingombranti per poterceli portare dietro.

Abbiamo trovato tantissime bottiglie di vetro, alcune integre ad altre in cocci, cartacce, bottigliette di plastica, lattine (ce n’era anche una vintage dell’aranciata San Pellegrino) e persino un copertone. E poi una marea di bossoli di fucile, perché la campagna senese è zona di caccia soprattutto al cinghiale. Abbiamo riempito decine di sacchi, ma le (brutte) sorprese non erano ancora finite…

nei boschi

Discariche abusive ad ogni angolo

Poco dopo l’inizio del nostro cammino abbiamo individuato un luogo sospetto: troppi erano infatti i rifiuti disseminati in quel tratto di bosco, e molti riconducibili alla medesima persona. O meglio, alla medesima ditta. E c’erano anche oggetti troppo ingombranti e pesanti per essere trasportati, come sezioni di macchine agricole ormai tutte arrugginite. Ed ecco quindi che abbiamo trovato la prima di quattro (o forse anche cinque) discariche abusive. In una abbiamo trovato una scala, in un’altra altri macchinari arrugginiti…Di tutto, davvero.

E cosa si fa in questi casi? Ovviamente non si può raccogliere il materiale, ma la presenza di una discarica abusiva va segnalata alle autorità comunicando le coordinate esatte del punto di ritrovamento.

E così abbiamo fatto noi.

Non siamo neanche riusciti a raggiungere Casa Giubileo, che doveva segnare la metà del nostro percorso, perché ci siamo fermati talmente spesso e talmente tanto a raccogliere rifiuti che il tempo è volato.

E anche se la delusione per l’inciviltà dilagante è stata tanta, tanta è anche stata la soddisfazione di essere riusciti a ripulire se non altro un pezzetto del bellissimo bosco intorno ad Abbadia a Isola.

bottino iniziale

Prima raccogliere e poi differenziare

Ma la nostra missione non si è conclusa qui.

Dopo esser tornati indietro carichi di sacchi neri colmi di spazzatura (e ringrazio con l’occasione gli altri partecipanti allo Slow Travel Fest che abbiamo incontrato lungo il tragitto e che ci hanno aiutati a riportare indietro un po’ di immondizia), ha inizio un altro bel lavoro: differenziare quanto si è raccolto.

E allora via a separare plastica e carta, vetro e lattine, e a gettare tutto negli appositi bidoni. Siamo stati più veloci del previsto e direi che ci siamo proprio meritati il pranzo al Festival. 

raccolta differenziata

 

Come possiamo aiutare i The Ploggers?

La realtà dei The Ploggers ha vita solo in Toscana…per ora. Perché il progetto è di espanderla in tutta Italia con le medesime modalità, e perché questo possa avvenire c’è bisogno dell’aiuto di noi tutti. Un aiuto economico che possiamo dare partecipando al crowdfunding in atto in questi giorni.

In circa un mese dovranno essere raccolti 9000€ per far sì che le Istituzioni ne stanzino 18000 per l’ampliamento del progetto, e visto che alle parole devono seguire i fatti ti diciamo subito che vi abbiamo preso parte anche noi. Non per vantarci, perché crediamo fermamente che tutto ciò che è beneficenza non vada sbandierato pubblicamente, ma perché ci siamo resi conto che essere i primi a dare il buon esempio è fondamentale. 

Tra le ricompense a disposizione, se il crowdfunding andrà a buon fine, ce ne sono di davvero interessanti: un kit per il plogging, un aperitivo sui tetti di Firenze, un albero di cacao da piantare grazie a Treedom…

Secondo te quale abbiamo scelto noi?

E ora lascio la parola a Fabio, ringraziando però ancora Francesco e l’organizzazione dello Slow Travel Fest per l’esperienza educativa che ho potuto vivere.

 

Fabio: in mountain bike elettrica lungo la via Francigena

Quando ho letto tra le attività proposte dal Monteriggioni Walks&Talks la possibilità di partecipare ad un bike tour del castello, non ho saputo resistere.

Solo in un secondo momento però mi è venuto il dubbio che, non essendo purtroppo così allenato, l’esperienza potesse risultare un po’ troppo intensa per me. Alcuni dei tratti della via Francigena che avrei dovuto percorrere erano sterrati, in salita, tra i boschi…e inizialmente mi è preso un po’ di timore.

Ho quindi subito chiesto maggiori delucidazioni alla guida di Fitness Tuscany che avrebbe accompagnato me e gli altri del gruppo durante l’escursione, e sono stato subito rassicurato.

Il tratto da percorrere sarebbe stato sì impegnativo, ma l’utilizzo della mountain bike elettrica secondo lui avrebbe reso il tutto una vera e propria passeggiata.

E allora ho pensato che tanto valeva provare.

Fabio in bici

Una bici da sogno

Devo ammetterlo: mi sono letteralmente innamorato della mountain bike elettrica. La spinta del motore rende davvero tutto più semplice, e per ogni pedalata fai talmente tanta strada che ti sembra di avere nei muscoli delle gambe una potenza fuori dal comune.

E’ stata una bella botta di autostima riuscire a concludere con successo l’intera tratta, di cui comunque ti parlerò tra poco, e non sono neanche mai caduto nonostante i pendii piuttosto ripidi ed il terreno a tratti sconnesso.

Beh, devo essere onesto: una volta in realtà sono caduto…Ma visto che sono ancora tutto intero facciamo finta di niente, ok?

A proposito, approfitto del mio piccolo incidente per parlarti un attimo della sicurezza durante l’esperienza. Una qualsiasi pedalata, che sia in città o a maggior ragione nei boschi, prevede l’indossare quantomeno un casco apposito. A noi è stato fornito, insieme alle biciclette, dai ragazzi di Fitness Tuscany, e durante i loro bike tour sarai seguito anche da un piccolo van pronto a fornirti all’occorrenza acqua ed assistenza tecnica. Davvero molto professionali, e i percorsi da loro proposti in Umbria e in Toscana sono davvero interessanti…vai a curiosare sul loro sito!

Torniamo però alla bici. 

La mountain bike a nostra disposizione ha un costo sul mercato compreso tra i 2000 e i 3000€, e pensa che non è neanche la più costosa del settore! Visto che alcune delle biciclette erano già state utilizzate per un’altra escursione il giorno precedente non erano cariche al massimo, e col programma scelto da me per pedalare sono arrivato alla fine del percorso con pochissima batteria residua. Mi ha coperto per circa 15km, ecco, ma a piena carica e magari utilizzando un programma diverso di pedalata assistita la durata potrebbe sicuramente migliorare.

gruppo in bici

Il percorso seguito

Al di lì delle performances e della potenza della bicicletta a pedalata assistita, il punto focale dell’esperienza è stato rappresentato dalla bellezza del percorso che abbiamo effettuato.

Siamo partita da Abbadia a Isola, e abbiamo percorso i boschi del Montauto e della Montagnola Senese in direzione Monteriggioni. Prima ci siamo imbattuti in Casa Giubileo, un casolare che al di là del nome festoso è in realtà legato ad un tremendo eccidio, e poi siamo scesi in direzione Bracciano e abbiamo percorso la Via Cassia fino al borgo di Monteriggioni. Pedalare intorno alle mura del castello è stato molto suggestivo, e le piccole ma ripide discese hanno contribuito a rendere più “pepata” l’esperienza.

Siamo quindi ritornati verso Abbadia a Isola, andando a chiudere il percorso ad anello con una tratta molto semplice e pianeggiante.

Cosa degna di nota: abbiamo quasi sempre seguito piste ciclabili, segno che il cicloturismo in Toscana in generale e lungo la via Francigena in particolare è una realtà molto ben sviluppata.

E proprio mentre stavo rientrando ad Abbadia a Isola, dopo una pedalata di circa 3 ore e 15 km, ho incrociato Chiara di ritorno dalla sua attività di plogging.

sulla via

Mountain bike e plogging: le nostre conclusioni

Sia il giro in mountain bike elettrica che il plogging sono due modi molto particolari per fare esercizio. Sì, anche il plogging: hai idea quanta ginnastica fai a forza di chinarti e rialzarti per raccogliere rifiuti…?

E il bello è che sono entrambi green e a contatto con l’ambiente, quindi un ottimo modo per divertirsi e per prendere coscienza di ciò che ci circonda.  Certo mentre pedali hai meno possibilità forse di guardarti intorno perché sarai impegnato ad evitare sassi e dislivelli per non cadere, ma conta che Fabio ha seguito un percorso di base molto impegnativo a detta della sua stessa guida. Quindi se sceglierai tratte più tranquille e pianeggianti non avrai poi chissà quali problemi.

Riguardo al plogging…beh, è un’attività a costo zero, che aiuta il Pianeta, che puoi praticare da solo o in compagnia. E avrai davvero un’idea chiara di quanto tutti noi possiamo fare nel nostro piccolo e di quanta inciviltà ci sia in giro, per quanto a volte non così evidente ad un primo colpo d’occhio.

Ti lasciamo ancora poco più in basso i link al sito dei The Ploggers e di Fitness Tuscany se te li fossi persi nel corso dell’articolo, e ringraziamo ancora lo Slow Travel Fest e le due realtà per averci fatto provare queste bellissime esperienze. Alla prossima!

 

The Ploggers: http://theploggers.it

Crowdfunding The Ploggers: https://www.eppela.com/it/projects/25183-the-ploggers-l-evoluzione-per-l-ambiente

Fitness Tuscany: https://www.fitnesstuscany.com/index.html

(Alcune delle foto presenti nell’ articolo non sono nostre ma scattate da The Ploggers e Fitness Tuscany)

 

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.