Lo sbarco in Normandia: le spiagge che hanno fatto la storia

Lo sbarco in Normandia ha rappresentato l’inizio della disfatta dei tedeschi durante la Seconda Guerra Mondiale, e le spiagge protagoniste sono ancora oggi punti di interesse storico.

Quasi ogni città piccola o grande della Normandia ha il suo personale museo dello sbarco, magari con all’interno solo qualche brandello di aereo, e ovunque vengono commemorati i momenti salienti di quella giornata che ha cambiato le sorti della guerra.

Una dedica a due persone speciali

Prima di entrare nel vivo, ci teniamo a dedicare questo articolo a due uomini speciali: i nostri papà.

Antonio, il padre di Fabio, era sempre disponibile, mite e di poche parole. Uno di quegli uomini che preferivano piuttosto far parlare i gesti, ed era impossibile non volergli bene. Ricordo i suoi occhi che brillavano divertiti quando faceva qualche battuta, e la felicità di sapere me e Fabio insieme… Antonio andava spesso in Francia e in Normandia, ci aveva portato i suoi figli già da ragazzi e ci tornava sempre volentieri con sua moglie Graziella.

Rodolfo, mio papà, era invece per certi versi l’esatto opposto di Antonio. Travolgente, spumeggiante, aveva il dono dell’eloquenza e sapeva come catturare le persone che incontrava. Era energia allo stato puro. Generoso, forse pure troppo per certi versi, e questo era un tratto in comune con Antonio, così come la passione per i viaggi e per le spiagge dello sbarco in Normandia. Papà non ha fatto in tempo a vederle di persona, purtroppo…

Ecco perché, quando io e Fabio abbiamo iniziato a programmare il nostro primo viaggio serio in camper, non abbiamo avuto dubbi su dove andare: in Normandia, per ricordare i nostri genitori.

Siamo passati prima da Disneyland, abbiamo girato in lungo e in largo…ma la meta finale era questa.

E’ qui che sono nati gli Allemandich…quindi grazie ad Antonio e Rodolfo, due padri eccezionali che ci hanno fatti crescere con l’amore per i viaggi e che ancora oggi, ne siamo certi, ci accompagnano ovunque andiamo.

Ripercorriamo la storia dello sbarco

Siamo nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, l’America ha deciso di scendere in campo a fianco degli inglesi e questo desta non poche preoccupazioni nei tedeschi, già impegnati a fronteggiare la Russia ad Oriente.

Hitler prepara le difese ad Occidente, coinvolge Rommel e fa erigere il Vallo Atlantico, un’immensa distesa di bunker e postazioni militari che seguono le linee della costa dalla Norvegia fino alla Francia. Grazie a degli ingegnosi depistaggi da parte degli inglesi, il Fuhrer si convince che gli avversari attaccheranno a Calais, uno dei porti maggiori della Francia nonché uno dei punti più vicini all’Inghilterra. Ma viene ingannato…

Il 6 giugno 1944, nella notte, iniziano a lanciarsi i paracadutisti sulla Francia, nelle zone meno difese dal Vallo: il primo paese conquistato è Sainte Mere Eglise, punto strategico perché in prossimità di vari ponti.

Intanto iniziano operazioni di guerriglia interna…

Ma è verso le 06.00 del mattino che le cose si fanno difficili per i tedeschi. Inaspettatamente, infatti, migliaia di soldati iniziano a riversarsi sulle spiagge della Normandia, che ancora oggi vengono chiamate con i nomi in codice dati all’epoca dello sbarco dagli alleati. È iniziato il D-Day.

Omaha e Utah vengono prese dagli americani, mentre Gold, Juno e Sword vedono sbarcare inglesi, francesi e canadesi.

I tedeschi sono impreparati, anche perché nessuno osa chiedere ordini a Hitler, che sta ancora dormendo, e si sa cosa succede a svegliare il can che dorme…Specie se quest’ultimo non gode di un carattere bonaccione.

Per l’esercito tedesco è l’inizio della fine.

Sainte Mere Eglise

Come abbiamo detto, tutto ha inizio dal lancio dei paracadutisti alleati, e Sainte Mere Eglise è uno dei primi obiettivi. Tristemente celebre l’episodio del paracadutista rimasto appeso alle guglie della chiesa del paese, che ancora oggi viene ricordato da una scultura. Questo è uno dei simboli del D-Day, e ad essere sinceri il paese non offre molto altro se non un piccolo museo dedicato allo sbarco…Ma, come già detto, non è che uno dei tanti.

Point du Hoc

Si tratta di un’ alta falesia a strapiombo sul mare, che venne scalata con estrema difficoltà e usando dei rampini da più di 200 ranger canadesi per mettere fuori uso alcune postazioni missilistiche e dei bunker nemici. Terminata la scalata, però, i nostri si accorsero che le postazioni militari erano già state dismesse da tempo.

Tuttavia i bunker sono ancora visitabili, ed ecco perché Point du Hoc merita sicuramente una tappa. Queste costruzioni sono davvero imponenti, idealmente inattaccabili e letali, e i soldati si sentivano più che protetti al loro interno. Non c’è luogo migliore per provare a capire come ci si dovesse sentire a star rintanati là dentro o quanto dovesse essere difficile avere ragione del nemico che vi si nascondeva e intanto vi sparava addosso.

Se farete attenzione noterete degli immensi avvallamenti circolari qua e là sul terreno, come dei crateri : sono ciò che resta dei bombardamenti alleati.

Omaha Beach

Di tutte le spiagge dello sbarco in Normandia, quella di Omaha è sicuramente la più tristemente famosa. Tantissimi furono i morti, ragion per cui questa spiaggia è anche nota col nome di Bloody Omaha.

Qui si trova il più importante fra tutti i musei dedicati allo sbarco in Normandia, e in parte è a cielo aperto e visitabile gratuitamente. Possiamo vedere la ricostruzione di un mezzo da sbarco, vari ostacoli anti-carro (i ricci cechi), un carro armato americano, una postazione antiaerea mobile.

Troviamo inoltre il più importante monumento dedicato allo sbarco. Esso può essere considerato come un monumento all’immane stupidità dell’uomo, il quale non impara niente dalla storia e continua a combattere guerre su guerre, per i motivi più stupidi e ottenendo come risultato ingenti perdite di vite umane.

La cosa che più ci ha sconvolti, però, è la duplice percezione dei luoghi dello sbarco: da un lato rispetto e commemorazione, dall’altro…beh, sembra di essere a Rimini. Gente in costume a prendere il sole laddove sono morte migliaia di persone, bambini che giocano con secchielli e palette o che fanno il bagno nell’oceano armati di grandi gonfiabili colorati…

E’ vero, siamo al mare ed è pur sempre una spiaggia, però tutto questo stona.

Il Cimitero Americano

Ci troviamo sulle alture di Omaha, per la precisione a Colleville Sur Mer. Qui, pur essendo geograficamente parlando in territorio francese, un grande appezzamento di terreno è suolo americano, e qui sorge il cimitero che accoglie le spoglie mortali dei soldati che hanno perso la vita nel corso dello sbarco in Normandia.

All’ingresso sarete sottoposti a controlli, ma ovviamente l’entrata è gratuita. Subito potrete accedere al Centro Visitatori, con in mostra qualche reperto dell’epoca e cartine e riassunti di quanto avvenuto quel 6 giugno del ’44.

Sembra di essere in uno di quei film, americani appunto, dove si vede la sepoltura di un eroico marines: grandi prati verdi, ordine, pulizia, un silenzio rispettoso quasi surreale, bandiere degli USA che sventolano…e in terra delle croci bianche. Tante croci bianche, circa 10000. Alcune non sono croci ma stelle di David, ad indicare che lì è stato sepolto un soldato di religione ebraica. Ma tutte queste croci, stelle comprese, sono disposte in modo tale da trovarsi ordinatamente disposte in linea retta da qualsiasi angolazione le si osservi.

Non mancano fontane e cappelle, e ancora qualcuno porta fiori sulle tombe dei propri cari. I più, ad ogni modo, sono turisti come noi.

Alle ore 16.30 in punto, ogni giorno, si tiene la cerimonia delle bandiere: al suono triste di una tromba la bandiera americana viene ammainata e piegata, in segno di lutto perenne per la sorte di tutti quei soldati.

Una particolarità curiosa è la presenza nel cimitero di una capsula del tempo contenente notizie ed informazioni relative al D-Day e sigillata il 6 giugno del 1969, quindi nel 25° anniversario dello sbarco in Normandia. Sarà aperta, secondo la lastra posta al di sopra, il 6 giugno del 2044, ed è dedicata al generale Eisenhower e alle forze al suo comando.

Un po’ di cinema

Se avete intenzione di visitare i luoghi dello sbarco in Normandia, potrebbe essere utile documentarvi un po’. Se non volete leggere libri di storia e cercate un modo meno impegnativo per avvicinarvi alla materia vi suggeriamo qualche film e una serie tv da non perdere:

  • Salvate il soldato Ryan: film del 1998 diretto da Steven Spielberg. John Miller (Tom Hanks), capitano di uno dei Battaglioni Ranger, dopo essere sopravvissuto all’assalto anfibio di Omaha Beach viene mandato a cercare il soldato James Ryan (Matt Damon), unico sopravvissuto di 4 fratelli, per riportarlo a casa dalla madre. Questo film è un capolavoro sotto tanti punti di vista, ma il pezzo forte sono le scene iniziali dove viene mostrato in tutta la sua crudezza lo sbarco: gli alleati avanzano metro dopo metro, sotto i colpi delle mitragliatrici e dei cannoni nemici. Tanti i morti, alcuni soldati neanche si rendono conto di quello che accade così rapidamente intorno a loro prima di cadere… Davvero ben fatto.
  • Il giorno più lungo: film in bianco e nero del 1962, un capolavoro con attori illustri del calibro di Robert Mitchum, John Wayne, Sean Connery, Richard Burton e Henry Fonda. E’ un film verità che mostra la pianificazione dello sbarco, il rinvio della data prevista a causa del maltempo, l’inganno di Calais…culmina poi con l’attacco a Point du Hoc e Sainte Mere Eglise.
  • Band of Brothers: serie tv del 2001 in cui torna alla produzione il duo Steven Spielberg – Tom Hanks. Ambientata durante la Seconda Guerra Mondiale, segue le vicende di una brigata di paracadutisti.

Lo sbarco in Normandia: informazioni utili sui luoghi da visitare

Point du Hoc è visitabile  dalle 09.00 alle 18.00 dal 15 aprile al 15 settembre e dalle 09.00 alle 17.00 il resto dell’anno.

Il museo  di Omaha Beach è visitabile internamente al costo di 6.90€ per gli adulti, 3.90 € per i bambini e 5.50€ per i biglietti ridotti.

I suoi recapiti:

Musée Mémorial d'Omaha Beach

Avenue de la Libération

14710 SAINT-LAURENT-SUR-MER

Tel : 02 31 21 97 44

Telefax/fax : 02 31 92 72 80

Sito web: http://www.musee-memorial-omaha.com/

 

I recapiti del Cimitero Americano sono invece:

Musée du cimetière américain

Omaha Beach

14710 COLLEVILLE-SUR-MER

Tel : 02 31 51 62 00

Sito web: https://www.abmc.gov/

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