La Sacra di San Michele: il santuario che ispirò Il Nome della Rosa

La Sacra di San Michele è celebre per aver ispirato Il Nome della Rosa, il celeberrimo romanzo di Umberto Eco da cui è stato successivamente tratto anche un film con Sean Connery.

Contrariamente a quello che in molti credono, però, il santuario non ha fatto da set cinematografico poiché la maggior parte delle scene del film sono state girate a Cinecittà. Esso ha solo dato lo spunto creativo ad Eco per il suo libro, dal momento che da giovane era solito soggiornare presso le vallate piemontesi ed era rimasto affascinato dalla struttura imponente della Sacra.

Qualche piccola nozione geografica e storica

La Sacra di San Michele è arroccata sulla cima del monte Pirchiriano, tra i passi del Moncenisio e del Monginevro, e da qui domina la Val di Susa.

È uno dei tre maggiori luoghi di culto dedicati all'arcangelo Michele insieme a Mont Saint Michel, in Francia, e a Monte Sant'Angelo, in Puglia, e si trova esattamente a metà strada tra i due sulla linea retta immaginaria che collega sia i santuari maggiori che quelli minori.

Costruita in stile romanico dai monaci benedettini attorno alla montagna, sporge in parte nel vuoto e risale al X-XI secolo. Anticamente sorgeva proprio al limitare tra il regno dei Franchi e quello dei Longobardi, responsabili della diffusione del culto dell'arcangelo Michele verso il nord Europa, ed era meta di fervente pelligrinaggio.

Subì tre espansioni nel corso degli anni, e quindi oggi parliamo di abbazia antica, vecchia e nuova.

Sacra San Michele facciata

La parte nuova crollò però quando i Savoia iniziarono a conquistare l'Italia e lasciarono la Sacra di San Michele a sé stessa: i monaci si spostarono altrove, e a causa dell'incuria e del tempo andò distrutta la biblioteca. Di essa ci restano solo 3 volumi miniati di un certo valore: uno attualmente si trova a Torino, un altro a Cesana e l'ultimo è ancora alla Sacra.

Quando salì al trono Carlo Alberto, desiderando dare lustro alla sua ascendenza Savoia- Carignano, l'abbazia venne riportata in auge e si iniziò una ristrutturazione in chiave neogotica che però non fece in tempo ad essere conclusa.

Come già per la basilica di Superga, San Michele ospitò le spoglie mortali di diversi re Savoia, anche se non di Carlo Alberto, e le loro tombe sono ancora oggi conservate all'interno della Chiesa Maggiore.

Attualmente il santuario ospita l'ordine religioso dei rosminiani, che sono a San Michele da circa 200 anni.

Sacra Cortile Interno

Lo Scalone dei Morti e il Portale dello Zodiaco

I due luoghi più simbolici e noti della Sacra di San Michele sono sicuramente lo Scalone dei Morti e il Portale dello Zodiaco.

Il primo è proprio una scala, piuttosto ripida tra l'altro, e deve il suo nome sia al fatto che ai suoi lati trovano posto ancora oggi le tombe di vari monaci, sia all'esposizione fino al 1936 degli scheletri di altri religiosi, che erano sistemati all'interno delle nicchie rivolte verso il Portale dello Zodiaco.

Scalone dei morti

Questo è un arco scolpito con figure allegoriche con connotazioni sia negative che positive, le quali avevano il compito di educare in modo semplice i pellegrini dell'epoca, quasi sempre analfabeti. Ricordiamoci infatti che un tempo la cultura era appannaggio solo dei nobili e dei religiosi, ed ecco perché la Sacra di San Michele è ricca di sculture, bassorilievi e pitture che avevano la funzione di “insegnare per immagini”.

La facciata del Portale rivolta verso lo Scalone dei Morti presenta scolpiti sulla destra i 12 segni zodiacali e a sinistra le costellazioni australi e boreali; alla base delle colonne dell'arco troviamo invece varie altre figure, come tre leoni che si rincorrono e due grifoni che masticano la testa di un uomo.

Lo Scalone ed il Portale, insieme, hanno anche un altro significato allegorico: rappresentano infatti le difficoltà della vita ed il percorso a volte complesso (lo Scalone) che conducono un'anima verso le porte del Paradiso (il Portale).

sacra particolare

La Chiesa Maggiore

Superato il Portale dello Zodiaco ci troviamo di fronte un grande portone ligneo in stile impero, su cui è raffigurato l'arcangelo Michele in veste di guerriero con tanto di armatura e di elmo che oggigiorno è il simbolo del corpo militare dei Carabinieri. Al di sopra una figura serpentesca con aspetto demoniaco ed un kriss, il tipico pugnale orientale dalla lama ondulata.
A sorvegliare il portone una testa scolpita nella pietra con lineamenti giovanili, che una volta era affiancata ad un'altra testa, stavolta dall'aspetto senile, a simboleggiare la crescita di un novizio all'interno dell'ordine religioso fino a divenatre abate.

Sacra veduta interno

La Chiesa Maggiore, dove giornalmente si può assistere alla S. Messa, mostra come già accennato un gran numero di tombe reali e numerosi affreschi e dipinti. Uno in particolare ci ha colpiti: rappresenta due scheletri che arringano una folla di vivi, ricordando loro che la morte prima o poi li attende.

Abbiamo poi un altare dedicato ad Antonio Rosmini, Padre fondatore dell'ordine dei rosminiani che attualmente risiedono a lla Sacra di San Michele, e sul lato opposto della navata principale un ricordo di Papa Wojtyla, che visitò l'abbazia nel 1991.

 

Gli esterni della Sacra e la leggenda della bell'Alda

Uscendo dalla Chiesa Maggiore ci attende una magnifica veduta delle Alpi e di tutta la vallata, che purtroppo quando siamo andati noi era immersa tra le nuvole basse e la nebbia.

Guardando in giù verso il chiostro notiamo un edificio ancora oggi appartenente al Genio militare: esso racchiude al suo interno un telegrafo ottico, ovvero un telegrafo che captava segnali luminosi da Torino e li rimandava ai principali forti, come ad esempio Exilles e Fenestrelle, fino alla Strada dei Cannoni.

Troviamo poi una ghiacciaia, usata all'epoca per conservare il ghiaccio necessario a curare i pellegrini feriti piuttosto che per conservare al fresco i cibi, e delle cisterne, fatte recentemente restaurare dall'attuale abate: esse hanno una capienza di 70000 litri d'acqua, utilizzata per irrigare i giardini della Sacra di San Michele

Sacra convento nuovo

Ma l'edificio che senz'altro spicca di più è la torre detta della bell'Alda, a cui è legata la leggenda di San Michele e che si affaccia sull'orlo di un dirupo molto alto. Si narra che Alda fosse una giovinetta molto graziosa e pura di corpo e di spirito, che purtroppo attirò le attenzioni moleste di un gruppo di Lanzichenecchi. Per fuggire da loro, Alda trovò rifugio all'interno della Sacra di San Michele e salì fin sulla cima della torre. Vedendo che però i Lanzichenecchi stavano per raggiungerla, prese una decisione estrema: dopo aver pregato si gettò dalla torre, preferendo morire che cadere nelle grinfie dei suoi assalitori. Tuttavia l'arcangelo Michele mandò in suo aiuto degli angeli, che la presero al volo e la depositarono sana e salva in paese. Nessuno le credette però quando raccontò ai suoi concittadini la sua avventura.

Alda crebbe, e crebbero in lei anche l'orgoglio ed il desiderio di farsi bella agli occhi di chi non le aveva dato ascolto. Per dimostrare di non aver mentito salì quindi di nuovo sulla torre e si gettò nel vuoto, stavolta senza prima pregare. Non le andò bene: si polverizzò, e di lei fu ritrovato solo un orecchio.

Come raggiungere il santuario

Potrete raggiungere la Sacra di San Michele a piedi dal paese di S. Ambrogio percorrendo l'antica mulattiera, in bicicletta seguendo la ciclabile o ancora, se siete molto sportivi, attraverso la strada ferrata.

In determinati periodi dell'anno è possibile usufruire di un servizio navetta da Avigliana o di un bus in partenza da Torino.

Chi vuole utilizzare mezzi di trasporto propri sappia che troverà vari parcheggi lungo la strada ed un piccolo piazzale dedicato, dove è consentita la sosta a fronte di un pagamento di 1,50€/h fino alle 18.00, dopodiché diventa gratuita.

La strada per raggiungere il parcheggio è piuttosto stretta, quindi attenzione se viaggiate con mezzi di una certa stazza, come ad esempio i camper. Nelle giornate di sabato e nei festivi la strada fino alle ore 20.00 sarà a senso unico salendo verso la Sacra, quindi per tornare a valle dovrete seguire un percorso diverso da quello dell'andata.

Dal piazzale poi bisogna salire a piedi fino al santuario, e calcolate un tragitto di 10-15 minuti (in salita, lo ribadiamo); durante la passeggiata potrete acquistare formaggi e prodotti artigianali da varie bancarelle dislocate lungo la strada.

Raggiunta la vostra meta troverete un bar e, proprio ai piedi dell'abbazia, troverete la biglietteria

Telegrafo ottico

La Sacra di San Michele: altre informazioni utili

Il costo a persona per visitare la Sacra (solo e soltanto con visita guidata gestita da volontari ad onor del vero molto competenti) è di 8€, mentre bambini e disabili pagheranno un biglietto di prezzo ridotto.

Ricordatevi che la Sacra di San Michele è un luogo di culto, quindi indossate abbigliamento adeguato.

Non sono ammessi cani e non potrete usare il flash per fare le fotografie; rampe ed ascensori permettono la visita del santuario anche ai portatori di handicap.

La Sacra, che può essere chiusa in condizioni di meteo avverso, è normalmente aperta secondo i seguenti orari:

  • dal 16/10 al 15/3: mar-sab ore 09.30 - 12.30 e 14.30 – 17.00

    dom: ore 09.30 – 12.00 e 14.30 – 17.00

  • dal 16/3 al 15/10: mar-sab ore 09.30 – 12.30 e 14.30 – 18.00

    dom: ore 09.30 – 12.00 e 14.30 – 18.00

Chiuso il lunedì.

Visite speciali il sabato, con possibilità di accedere all'odierna biblioteca.

 

Ulteriori informazioni su eventi ed orari delle S. Messe sul sito web ufficiale della Sacra.

Se volete pernottare in zona vi consigliamo uno dei tanti campeggi affacciati sui laghi di Avigliana: comodi per la Sacra e molto suggestivi.

 

Sacra trittico

Contatti

Sacra di San Michele

Via della Sacra, 14

S. Ambrogio (TO)

tel. +39.011.93.91.30
fax. +39.011.93.97.06
e-mail: info@sacradisanmichele.com

 

 

Leave a Reply