Il Castello di Miradolo: un tesoro nascosto

Questa non è l’ultima volta che ci sentirai parlare del Castello di Miradolo, perché ci siamo letteralmente innamorati di questa realtà a mezz’ora di strada da Torino. Crediamo fermamente nel progetto che la Fondazione Cosso, che lo ha in gestione, sta portando avanti, e vogliamo continuare a seguirne i progressi.

E questo non a fronte di un compenso economico. Sai che ci teniamo ad essere onesti e trasparenti con te, e in caso contrario te l’avremmo segnalato chiaramente.

Paola, Stefania e Sofia

Le vicende del Castello di Miradolo ruotano attorno alla figura di alcune grandi donne, e a noi sembra doveroso iniziare parlandoti di tre esponenti del genere femminile che hanno reso fantastica la nostra visita.

Iniziamo da Paola Cosso, meravigliosa Vicepresidente della Fondazione che porta il suo nome. A lei e a sua madre Maria Luisa si deve la volontà di riaprire al pubblico la dimora ed il suo parco, ospitandovi mostre ed eventi culturali ed educativi di spessore.

Stefania è stata invece la nostra guida. Giovane ed entusiasta, con le sue parole e i suoi sorrisi ci ha fatto percepire la magia di Miradolo e della sua storia, e ci ha portati per mano a scoprire i tesori botanici racchiusi nel parco.

Infine Sofia, che in realtà è una splendida gatta nera. Considera Miradolo sua residenza privata, e si aggira per la tenuta con l’aria della padrona di casa. Vezzosa e coccolona, perde il suo atteggiamento da gran dama di fronte a un cabaret di pasticcini.

La nostra visita: come, quando e perché

Conoscevamo già il Castello per fama ma non avevamo mai avuto modo di visitarlo. E’ stata la mamma di Fabio, specialmente dopo aver letto il libro “Quando l’automobile uccise la cavalleria” di Giorgio Caponetti, a spingerci a farlo. E ha avuto ragione.

Dal momento che la visita è possibile solo su prenotazione abbiamo contattato chi di dovere tramite e-mail e ci siamo accordati per una visita nella giornata di sabato 19. Il costo è di 10€ a persona.

Tra l’altro a Pinerolo si trova anche un’area camper degna di nota di cui ti parleremo presto, e c’è una navetta che porta proprio al Castello…ma gli orari non sono sempre comodi. Motivo per cui ti consigliamo di parcheggiare direttamente a Miradolo, anche se il terreno è sterrato.

E così la nostra visita ha avuto inizio…

La storia di Miradolo dal ‘700…

L’edificio è situato all’imbocco della Val Chisone, nel pinerolese, in una zona con un clima particolarmente felice. La sua costruzione avviene a cavallo tra XVII e XVIII secolo, e di certo il Castello è stato dimora dei Marchesi Massel che negli anni lo hanno ampliato e trasformato. Già all’epoca il parco era molto bello: inizialmente di dimensioni ridotte e all’italiana, aveva una grande peschiera navigabile.

Miradolo Facciata

Con le guerre napoleoniche i lavori sull’edificio si interrompono, per essere ripresi solo nell’800 dalla Marchesa Maria Teresa “Babet”, rimasta vedova molto giovane. A lei si devono l’ampliamento del parco (che cambia stile, diventando romantico), l’acquisto di specie botaniche esotiche, la realizzazione della serra, l’innalzamento della dimora e l’introduzione di elementi in stile neogotico.

Saranno poi le donne della famiglia a tenere le redini della tenuta negli anni, che acquisirà nuovo splendore con il matrimonio tra la nipote di Babet e il Conte Cacherano di Bricherasio. Dalla loro unione nascono due figli: Emanuele, fondatore della FIAT (abbiamo visitato il MAUTO, ricordi?) morto in circostanze misteriose, per approfondire le quali ti consigliamo la lettura del libro citato nel paragrafo precedente, e Sofia, appassionata d’arte e allieva del pittore Delleani. Quest’ultima, rimasta nubile e senza figli, alla sua morte lascia l’intera tenuta all’ordine religioso degli Orionini.

…ai giorni nostri

Questi purtroppo, volendo trasformare la tenuta in casa per esercizi spirituali, causano danni immani. Abbattono nel parco alberi preziosissimi, smantellano parti storiche dell’edificio e ne realizzano di nuove di aspetto discutibile, vendono quanto possibile per recuperare fondi. E poi negli anni ’90, quando il Castello di Miradolo diventa troppo oneroso da mantenere, cercano di venderlo con poco successo. Decidono quindi di abbandonarlo, lasciando la tenuta a sé stessa.

Nel 2007 la Fondazione Cosso riesce ad acquistare l’intero complesso e ne inizia il restauro utilizzando fondi privati. Il tutto è stato riportato il più possibile all’aspetto originario, ma tanto è il lavoro ancora da fare. Sono stati piantati nuovi alberi, laddove possibile sono stati recuperati gli affreschi d’epoca, la serra è stata riportata all’antico aspetto…e il Castello di Miradolo è stato riaperto al pubblico.

Miradolo, teatro di mostre ed eventi

Oggi Miradolo ospita mostre pittoriche di prestigio, come ad esempio quelle dedicate a Tiziano e a Caravaggio, ma offre anche intrattenimenti a misura di bambino, come il percorso “Da un metro in giù” nato proprio per avvicinare all’arte i più piccini. Ospita rassegne fotografiche, accompagna i giovani liceali a scoprire, grazie al “Progetto Ulisse“, eventuali possibilità di impiego in settori meno noti, offre sostegno ed esperienze dedicate ai malati di sclerosi multipla.

E ospita concerti: due volte all’anno infatti Miradolo risuona di brani di musica classica eseguiti in maniera “diffusa” da talentuosi musicisti sparsi qua e là nel Castello. Uno dei concerti si è tenuto il giorno di Natale, mentre la replica è prevista per il prossimo sabato 26 gennaio alle ore 21.15. In programma l’opera di Dietrich Buxtehude Membra Jesu Nostri, curata da Avant-dernière pensée e comprendente sette cantate che narrano la passione di Cristo. Il tutto sarà accompagnato anche da installazioni artistiche in legno.

Il Castello è inoltre disponibile ad ospitare convegni, servizi fotografici e conferenze.

In generale comunque la Fondazione mira a diffondere tutto ciò che è cultura e a renderla fruibile a tutti, e questa è la cosa che più adoriamo della realtà di Miradolo. Ne abbiamo discusso con Paola e Stefania di fronte al famoso cabaret di pasticcini a cui la gatta Sofia era tanto interessata…E sì, queste delizie ci sono state carinamente offerte.

Anche perchè la Fondazione ha rilevato recentemente la Pasticceria storica Castino, la più antica di Pinerolo. Proprio da lì arrivano queste bignole, ovvero i minuscoli bignè ripieni di ogni sorta di creme tipici del Piemonte.

Il parco

Magnifico il parco a pianta ovale, in cui chiunque può concedersi una tranquilla passeggiata. Presenta più di 1700 specie arboree, e addirittura sei dei suoi alberi possono fregiarsi del titolo di “monumentali“. Cipressi, carpini, tassi, gingko biloba, alberi dei tulipani, sequoie, tassiodi…ce n’è per tutti i gusti. Stupendo poi il bosco dei bambù con la sua voliera ormai in disuso.

Il parco è attraversato da vari piccoli canali irrigui, che ancora oggi sono utilizzati, e da vialetti, ed è dimora di scoiattoli e minilepri.

E se ci siamo innamorati di questo parco in inverno, tutto spoglio e privo di colori, possiamo solo immaginare che spettacolo offra con la bella stagione…! Non vediamo l’ora di tornarci e vedere tutti gli alberi fronzuti e le ortensie in fiore.

Il castello

Il castello in sè è in stile neogotico, con stemmi delle famiglie Massel e Cacherano di Bricherasio. Ha tre torri, l’una diversa dall’altra (quella a pianta circolare è stupenda e di recente restauro) e una corte interna. In futuro qui sarà realizzato un ristorante, ma intanto c’è già nell’edificio una piccola ma deliziosa caffetteria…che ovviamente serve anche le bignole di Castino.

Giardino Romantico

Gli interni sono visitabili ma purtroppo spogli quando non ospitano mostre ed eventi. Si sta comunque lavorando a pieno regime per riportare alla luce quanto più possibile gli antichi affreschi.

Splendidamente restaurata dalla Fondazione la piccola Cappella, sicuramente trattata con estrema cura dagli Orionini e pertanto meno danneggiata rispetto al resto del complesso.

Il Castello di Miradolo: le nostre conclusioni

Come ti abbiamo già detto quello tra noi e Miradolo, e naturalmente con Paola, Stefania e Sofia, è stato un colpo di fulmine. E non sappiamo neanche dar forma alle nostre sensazioni: abbiamo semplicemente percepito un’energia estremamente positiva e propositiva, che ci ha attratti come mosche col miele.

Speriamo davvero di averti trasmesso la voglia di visitare questo posto così ricco di stimoli, e di sicuro questo non sarà che il primo di una serie di articoli sul Castello di Miradolo e i suoi segreti. Alla prossima!

 

Castello di Miradolo

via Cardonata 2
10060 San Secondo di Pinerolo (TO)

Per informazioni 0121 502761
prenotazioni@fondazionecosso.it

http://www.fondazionecosso.com/

 

 

 

 

Condividi su facebook
Facebook
Condividi su twitter
Twitter
Condividi su linkedin
LinkedIn
Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985

Camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.