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Il forte di Exilles: la sentinella della Val Susa

Il forte di Exilles si trova annidato tra i monti della Val di Susa, ed è famoso per essere stato a lungo praticamente inespugnabile e, soprattutto, per aver ospitato il misterioso prigioniero dalla Maschera di Ferro.
Ma andiamo con ordine.

La storia

Notizie del forte di Exilles si hanno a partire dal 1155, e all’epoca esso aveva come scopo principale quello di postazione di riscossione dei pedaggi. Certo all’epoca non aveva la struttura che possiamo osservare oggi: era molto più piccolo e non aveva difese militari, ma il suo punto di forza era la posizione strategica al confine tra Italia e Francia. E, inoltre, il trovarsi in una zona elevata ma protetta dai versanti delle montagne di zona, a inserirlo praticamente in un strettoia.
In origine appartenente ad uno dei Delfini di Francia, fu donato al Re di Francia prima e successivamente conquistato dai Savoia. Tutto questo in anni di lotte più o meno sanguinose volte all’espansione dei confini e alla supremazia sulle terre limitrofe.
In questo periodo di sommosse emerse sempre più il ruolo tattico del forte di Exilles, che venne via via fortificato per renderlo sempre più inespugnabile.

Bene, abbiamo lasciato il forte in mani Savoia…ma cosa accadde dopo? Beh, successe che un certo Napoleone Bonaparte iniziò a conquistare in nome della Francia Stati su Stati, e arrivò anche qui in Italia. Ed essendo un tipetto un po’ diabolico ordinò ai Piemontesi, con il Trattato di Parigi e l’Armistizio di Cherasco, di distruggere il loro stesso forte.
E qui finì il forte di Exilles.

No invece, non finì affatto! Quando il Piemonte e la Savoia furono annessi al Regno di Sardegna con l’accordo sancito durante il Congresso di Vienna, il forte di Exilles venne ricostruito…e con soldi francesi per di più! Vendetta, tremenda vendetta…con risata diabolica di sottofondo.
Da questo momento in poi il forte di Exilles divenne sede del 3° Reggimento Alpini, e lo rimase fino all’ 8 settembre del 1943, data in cui fu definitivamente abbandonato.

Nel 1978 fu acquisito dalla Regione e venne man mano risistemato e riaperto al pubblico.

Forte  Exilless lato valle fronte

La visita a Exilles

Potete accedere al forte con un comodo ascensore o, se siete temerari, salendo a piedi. Non che sia una salita impossibile, tutt’altro, ma tenete presente che durante una delle due possibili tipologie di visita dovrete anche salire un bel po’ di scale. Noi vi avvertiamo.
Perché parliamo di due possibili tipologie di visita? Perché, com’è facile intuire, potrete scegliere tra due differenti percorsi guidati alla scoperta del forte. Il primo è più breve, dura circa 20 minuti e vi porterà a visitare il sottotetto e la terrazza. Il costo è di 4€.
Il secondo percorso è più completo, dura circa 1h e vi farà scoprire anche stalle, prigioni e quant’altro. Per questo tour il costo è di 8€ a persona.

Ai Piemontesi possessori della carta Torino Musei vogliamo segnalare che, pur essendo Exilles annoverato tra i siti ad ingresso gratuito/agevolato, in realtà non è così. Entrare al forte di per sé è gratis per chiunque mentre i tour, essendo gestiti da volontari, sono a pagamento indipendentemente dalla Card.
Segnaliamo però che è possibile comunque visitare il forte di Exilles senza partecipare a nessun tour, ma in questo caso molte zone vi saranno precluse.
Noi ad ogni modo abbiamo scelto il percorso completo, e allora eccoci qui a raccontarvelo.

Cortile del Cavaliere

Il sottotetto e la terrazza

La visita inizia dal Cortile del Cavaliere, il cui nome non si deve né ad un cavallo né ad un cavaliere vero e proprio ma al fatto che il cortile si trova a cavallo tra i due versanti della vallata.
Da qui ci spostiamo nel sottotetto, e già si sale qualche scalino…ma pochi, state tranquilli.
Il sottotetto, ci racconta la nostra guida, era realizzato con assi di legno mobili ricoperti da lose, le pietre di zona, al fine di poter smontare in fretta il tutto in caso di bombardamento nemico. I danni quindi venivano molto ridotti. Grandi cumuli di terra sul pavimento venivano poi utilizzati per ammortizzare la caduta delle palle di cannone.
In piccola parte il sottotetto presenta ancora la sua struttura originaria, ma ricordiamoci che il forte di Exilles è stato interamente distrutto in epoca napoleonica e quindi non vedremo niente di medievale nel nostro tour.
Un telegrafo ottico, di cui vi avevamo già parlato durante la visita alla Sacra di San Michele, serviva a mandare messaggi agli alleati. Ma in caso di brutto tempo il mezzo di comunicazione principale era dato dai piccioni viaggiatori.

Sottotetto

Ci spostiamo poi in terrazza.
Da qui notiamo come i due versanti laterali del forte abbiano mura di spessore molto diverso fra loro. La parte che si affaccia verso il fiume Dora ha mura più spesse perché un po’ più vulnerabile rispetto all’altro fronte, protetto invece da un versante del monte molto più ripido.
Vediamo ancora i numerosi fossati tra una fortificazione a l’altra, ma questi non hanno mai ospitato né acqua né coccodrilli. Peccato!

Terrazza

Gli alloggi dei soldati

Gli altri piani fungevano invece da alloggi per i soldati, che si ammucchiavano in gruppi nelle varie stanze. L’unico che se la passava decentemente era il capitano, che aveva una stanza riservata solo a lui e persino un bagno privato. I privilegi del comando…!
Gli altri poveri diavoli disponevano invece di un unico bagno per ogni piano dell’edificio, e non osiamo immaginare in che condizioni fosse…
E non parliamo del freddo che dovevano patire! La Val di Susa è davvero molto fresca, per non dire fredda, e i pochi camini non erano sufficienti a riscaldare adeguatamente tutte le stanze. Provate ad indovinare chi aveva il suo bel camino personale…? Il comandante, bravi.
In queste zone possiamo osservare pavimenti ricostruiti in modo più moderno, ma una minima parte degli stessi è ancora originale.

Stanze soldati

Le prigioni

Quello che non vi abbiamo ancora detto è che il forte di Exilles ha ospitato per lunghi periodi anche dei prigionieri, e quindi aveva delle prigioni.
Le celle erano piccole e buie, il cibo era scarso al punto da far indignare più volte i medici che venivano ad effettuare le visite.
Spesso chi finiva in prigione, o persino in cella d’isolamento, non aveva commesso chissà che turpi delitti, ma magari era solo reo di insubordinazione. Colpe che magari a noi oggi sembrano ridicole ma che allora erano punite molto severamente, anche con il carcere a vita.
Di giorno i detenuti lavoravano duramente, di notte spesso non potevano dormire ma dovevano lavorare a maglia per cucire le divise dei soldati. Indossavano anche delle pesanti catene ai piedi, e i loro movimenti erano difficoltosi e scomodi. In più in molti morivano per i morsi delle vipere che infestavano il forte di Exilles.
Insomma, una vera vitaccia.
La paga, se e quando era data, era irrisoria…ma si narra di un prigioniero che sia comunque riuscito ad arricchirsi negli anni e a lasciare una bella eredità sostanziosa alla famiglia.
Tentativi di fuga? Alcuni, ma non sempre finiti bene.

Alle celle di rigore si accedeva per mezzo della Scala del Paradiso. Ecco, questa è bella tosta ma dal momento che dovrete scendere per essa e non risalirla non dovrebbe crearvi problemi. Sappiate però che giungerete ad una profondità di 30 metri sotto terra. E ora siamo pronti per incontrare il detenuto più famoso di sempre ad Exilles.

Prigioni

Il prigioniero dalla Maschera di Ferro

Ebbene sì, è storicamente accertato che il forte di Exilles ospitò tra il 1681 ed 1687 il celebre prigioniero dalla Maschera di Ferro. E sappiamo che la maggior parte di voi già immagina il bel Di Caprio circondato dai Moschettieri (per inciso, sempre adorato il Porthos di Depardieu).
Ecco, qui la storia si mischia alla leggenda e al mistero. Sappiamo che il prigioniero aveva una voce gentile ed armoniosa, e che era scortato ovunque dal rivoltante marchese di Saint Mars. La sua maschera non era completamente di ferro: era di metallo solo per coprire la parte superiore del viso, mentre per il resto era in velluto. Non sappiamo, ovviamente, chi si celasse dietro la maschera. Un sosia del re? Un suo fratello gemello? Il re stesso quando aveva bisogno di essere protetto e in incognito? Non lo sapremo mai, possiamo solo fare ipotesi…e volendo immaginare Di Caprio.

L’uomo misterioso aveva però di sicuro una cella completamente separata da quella degli altri prigionieri, e se la passava dignitosamente. Poteva leggere, mangiava più che bene, poteva anche uscire a passeggiare purché fosse notte e indossasse sempre la sua maschera.
Se qualcuno l’avesse visto senza…beh, avrebbe fatto una brutta fine. Non il prigioniero, ma l’incauto spettatore.
L’uomo dalla Maschera di Ferro fu ospite in varie altre prigioni oltre a quella del forte di Exilles, e trovò poi la morte alla Bastiglia.

Maschera di ferro

Stalle, Mulattiera e Batteria Reale

Dalle prigioni, attraverso un percorso di sicurezza che all’epoca permetteva di spostarsi da una parte all’altra del forte senza subire eventuali attacchi nemici, arriviamo in uno dei cortili. Da qui possiamo osservare bene il profilo delle mura che ricorda la prua di una nave. Lo scopo di quest’architettura così particolare? Deviare i colpi di cannone nemici.

Prua nave

Arriviamo poi, salendo una scalinata abbastanza impegnativa nelle giornate più calde, alle stalle e alla mulattiera. E torniamo allo stesso livello del Cortile del Cavaliere, dal quale possiamo osservare le curve a tenaglia, anch’esse a scopo difensivo, con cui la strada giunge fino al cancello di accesso al forte.

Curve a tenaglia

Non dimentichiamoci poi di buttare uno sguardo al pozzo che troveremo avviandoci all’uscita e all’imponente Batteria Reale, la struttura difensiva direzionata verso Susa. Pensate che nel 1745 è stata in grado di respingere l’esercito francese decimandone i soldati, mentre le fila italiane non hanno contato che pochissimi decessi.

Noi e il forte

Il forte di Exilles: qualche altro consiglio utile

Il forte di Exilles merita assolutamente di essere visitato. È immenso, suggestivo e caratteristico, e la Maschera di Ferro ne aumenta il fascino.
Non è adatto purtroppo alle persone diversamente abili o con problemi di deambulazione, o per lo meno non il tour a cui abbiamo partecipato noi. Sono tranquillamente visitabili il Cortile e le stanze basse, che ospitano varie mostre ed il Museo Nazionale della Montagna, e come già detto è presente un comodo ascensore.
Nel Cortile del Cavaliere sono presenti sia un bar che un negozio di souvenir nel quale potrete anche comprare i biglietti per le visite guidate.
Numerosi gli appuntamenti di arte, musica e spettacolo che vi si tengono gratuitamente in estate: dal sito ufficiale potrete scaricare il programma completo in PDF.
Il parcheggio alla base del forte di Exilles è ampio e può ospitare comodamente anche dei camper, ma attenzione perché chiude alle 18.00.
In settembre potrete visitare il forte nei weekend in orario 10.00 – 18.00, mentre la chiusura del sito è fissata per ottobre.
Ammessi i cani, ma solo se condotti al guinzaglio.

Che dire, a noi il forte di Exilles piace sempre tanto. Fabio inoltre ha potuto far decollare il suo drone dall’ampio spazio erboso che si trova di fronte alla Batteria Reale, che dall’alto sembra presentare dei segni quasi alieni. Non spaventatevi però, non si tratta di cerchi nel grano extraterrestri ma solo di fiori che erano appassiti quando siamo andati noi e quando abbiamo scattato le foto.
Di seguito i soliti contatti…e alla prossima!

Cerchi nel grano

Forte di Exilles
10050 Exilles, Torino TO
Tel: 327 626 2304
Sito web: http://www.exillesilforte.it/

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.