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Cosa vedere a Gand

Chiara Mandich
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Indice

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Cosa vedere a Gand? Un sacco di cose belle naturalmente, ma partiamo dall’inizio.

Quando abbiamo iniziato a progettare il nostro tour estivo, abbiamo da subito avuto due punti fermi per quanto riguardava la tratta belga: Gand e Bruges. Della seconda vi racconteremo in seguito, mentre oggi ci dedicheremo alla prima.

Una visione d’insieme sulla città

Gand, o Gent, è uno dei più importanti centri universitari della zona, e proprio l’alta concentrazione di giovani rende questa città molto vivace, ricca di murales e musica per le strade.

E quante deliziose cioccolaterie…! Non fatevi scappare il cioccolato belga, dateci retta, sarebbe davvero un delitto.

Ad ogni modo, noi ci siamo fermati a Gand un giorno e mezzo. Il primo giorno, dopo esserci sistemati presso il campeggio Blaarmeersen, a cui dedicheremo presto un post, abbiamo preso il pullman e abbiamo raggiunto il centro città. Ma già dall’autobus ci siamo resi conto di quella che è poi una delle caratteristiche principali del Belgio e dei Paesi nordici in particolare: tutti vanno in bici. Ci sono davvero km e km di piste ciclabili che riescono a condurvi dappertutto, e queste vengono agevolmente adoperate da persone di ogni età. Per noi, che non siamo particolarmente sportivi, è stato quasi umiliante durante la nostra vacanza vederci superare da arzilli nonnini che sembravano non fare il minimo sforzo mentre noi arrancavamo con la lingua penzoloni. Ma anche di questo vi racconteremo meglio in seguito.

La città è attraversata dal fiume Leie, che all’altezza del centro divide Gand in due rive, teatro una volta di scambi commerciali: la Riva del Grano e la Riva delle Erbe.

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Il primo giorno: una veloce passeggiata esplorativa

Il primo giorno, dicevamo, abbiamo fatto un veloce giro mentre aspettavamo di incontrare Kris, ex collega e amico di Fabio conosciuto durante una delle tante trasferte lavorative. I nostri passi ci hanno condotti dapprima a sbirciare qualche chiesa e a godere della vista delle tre torri di Gent tutte allineate, poi siamo andati in cerca di un centro commerciale per sopperire a due nostre gravi mancanze: un caricatore per macchina fotografica ed un paio di pantaloni. Già, non si sa come mai ma tutti i pantaloni di Chiara sono risultati bucati, e non è che in Belgio faccia poi caldissimo…Quindi benedetto sia H&M, un aiuto valido e soprattutto low cost (anche se trovare la taglia mica è stato semplice…).

 

Con Kris siamo poi andati in cerca di un posto dove cenare e bere dell’ottima birra, e siamo stati fortunati nello scovare un paio di bei posticini proprio dietro il centro. Una curiosità? Come contorno nei locali vi chiederanno se desiderate patatine fritte oppure…pasta. Esatto, rigatoni cotti e sconditi da smangiucchiare al posto del pane. Noi, da buoni italiani, vi consigliamo le patatine fritte, un cult in Belgio. Le fanno davvero bene, croccanti, dorate e niente affatto untuose.

 

Qualche chiacchiera, tante promesse di rivederci presto, magari stavolta in Italia, ed eccoci pronti per salutare Kris e riprendere il pullman per tornare in campeggio. Buonanotte!

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Il secondo giorno: adesso si fa sul serio

Il secondo giorno ci siamo invece dedicati al turismo “come si deve” visitando per bene un po’ di siti d’interesse. E quindi, cosa vedere a Gand?

Noi siamo partiti dalle tre torri, molto ben visibili dal ponte di San Michele: quella della chiesa di San Nicola, la torre campanaria (o Beffroi, o Belfort) e la cattedrale di San Bavone.

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La prima torre: San Nicola

Dedicata a San Nicola di Bari, questa chiesa gotica è davvero particolare. E’ infatti divisa in due: da un lato luogo di culto con vetrate, un magnifico pulpito ligneo intarsiato e tante statue di santi con dettagli dorati e disposte lungo tutto il perimetro interno dell’edificio. Dall’altro mercatino di antiquariato, ad accesso libero e ricco di merci di ogni tipo, dai libri ai gioielli. La cosa ci ha davvero stupiti!

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La seconda torre: il Beffroi

La seconda tappa è stata il Beffroi, ovvero la torre campanaria. Qui l’ingresso è a pagamento: 8€ a testa, che potrete pagare tranquillamente con bancomat o carta di credito. Ampliato più volte nel corso degli anni per far fronte al numero sempre maggiore di campane che ospitava, questo edificio anch’esso gotico è disposto su tre livelli, che potrete raggiungere comodamente con un ascensore. In realtà il primo tratto si raggiunge solo per mezzo di una scala a chiocciola piuttosto stretta, ma la cosa è fattibile anche per chi non ama questo genere di scale. Basta pregare che qualcuno non arrivi in senso contrario!

Noi siamo partiti dal livello più alto, che ospita un immenso carillon che si attiva ogni 15 minuti facendo suonare tutte le campane. E che bel concerto! Pensate che la melodia viene cambiata manualmente ogni due anni, poco prima di Pasqua.

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Su questo livello troviamo anche una camminata panoramica che vi permetterà di vedere Gand dall’alto in tutto il suo splendore, ma se vi imbarcherete nell’impresa sappiate che tornare sui vostri passi sarà difficile, e non vi resterà che scendere a piedi sempre lungo la solita scala a chiocciola ripida e stretta. E stavolta sì che gira la testa!

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Il livello intermedio ospita il museo delle campane: ce ne sono diverse, da quelle minuscole a quelle più grandi e pesanti.

E infine arriviamo al livello più basso, che ospita un modellino del Beffroi e una copia a grandezza naturale del drago che, nella sua versione dorata, svetta dalla cima della torre campanaria. Ed è proprio questo drago, simbolo di Gent, che dà il nome ad una delle birre più famose della zona: la Gulden Draak.

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La terza torre: San Bavone

Ed eccoci alla cattedrale, sempre gotica e magnifica. Nei sotterranei potrete vedere tutta una collezione di paramenti sacri ed ornamenti religiosi, ma è il piano principale che ammalia. Vetrate multicolore, un magnifico pulpito su cui sono scolpiti Adamo ed Eva nell’Eden, un organo a canne davvero maestoso. Tantissime sono le nicchie e le cappellette, ma scusateci fin da subito se non sarà perfetta la qualità delle foto: purtroppo è possibile utilizzare solo i cellulari sia per le riprese video che per le fotografie.

La cosa per cui San Bavone è più famosa sono i dipinti. Certo, c’è un Rubens, ma ancora più celebre è il polittico dell’Adorazione dell’Agnello Mistico di Van Eyck, mostrato anche nel film “Monuments men”. Il polittico è visibile a pagamento ed è conservato in un’area privata, ma vi informiamo che la sua parte centrale è attualmente in fase di restauro e quindi non visibile. Una copia è visibile in una delle cappellette, e questa riproduzione è utilizzata dalle guide per spiegare l’opera nel dettaglio…ma anche questa cappella è chiusa al pubblico.

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La cosa che però ci ha colpiti più di tutte? Un enorme scheletro di balena (vero!) appeso al soffitto, proprio vicino l’abside. Non abbiamo ben capito perché fosse lì, qualcuno di voi ne sa niente?

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I castelli di Gand

Di castelli, Gent ne ha due. Uno è quello vero e proprio, la residenza dei Conti delle Fiandre che dominavano la zona. L’edificio è l’unico ad essere in stile medievale in tutta la città, ha le sue belle torri merlate ed uno dei suoi lati affaccia sul fiume. Il castello è visitabile, ma c’era davvero troppa coda e poco tempo e a malincuore abbiamo dovuto rinunciare.

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L’altro castello è noto come la residenza di Geraard il Diavolo. Il soprannome suggestivo, in realtà, nasconde qualcosa di decisamente innocuo: il povero Geraard era così definito per via del colore scuro di pelle e capelli. Negli anni l’edificio ha avuto diversi utilizzi: residenza di cavalieri, scuola, seminario e persino caserma dei vigili del fuoco…!

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Altri edifici degni di nota: San Michele e il Municipio

Sempre in zona troviamo il Municipio della città, visitabile e in due stili architettonici diversi: gotico fiammeggiante e rinascimentale.

 

In ultimo abbiamo visitato la chiesa di San Michele, nelle vicinanze dell’omonimo ponte. Anche questa è gotica, ad ingresso libero e molto bella, anche se non quanto San Bavone secondo noi. Di San Michele ci hanno però colpiti l’ennesimo bellissimo pulpito e il fonte battesimale.

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Cosa vedere a Gand: informazioni utili e considerazioni personali

Gand ci ha stupiti e coinvolti tanto, sicuramente più di Dinant. Siamo stati travolti dall’energia giovane sprigionata dalla città, che si amalgama perfettamente alla sua anima più storica. Per gli amanti della birra, poi, tutto il Belgio è un paradiso e Gent non fa eccezione. Anzi, quando siamo stati lì noi siamo anche incappati in una piccola festa con un po’ di stand delle principali birrerie di zona, ma non abbiamo avuto modo di visitarla perché ancora in fase di allestimento. Beh, ci siamo poi rifatti al The Halve Maan di Bruges!

 

E’ una città ben servita dai mezzi pubblici, ma se amate la bicicletta come già detto non avrete problemi a girarla su due ruote. Quanto fermarvi dipende da voi: due giorni possono bastare, e vi consigliamo di non perdervi una passeggiata lungo una delle due Rive del Leie al tramonto in caso di tempo benevolo: è davvero una vista suggestiva e ricca di fascino! Se poi potete, anche un tour in barca non è da sottovalutare, e scoprirete la città da una prospettiva diversa e particolare.

 

Per maggiori informazioni su cosa vedere a Gand, o Gent:

 

http://www.visitflanders.com/it/destinazioni/gent/index.jsp

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.