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Come Fare Foto Belle: i 10 Consigli degli Allemandich

Chiara Mandich

La vacanze sono alle porte, i bagagli sono pronti e la macchina fotografica anche…ma come fare belle foto per immortalare al meglio i momenti migliori di un’estate fantastica?

Ecco qui 10 consigli, alcuni pratici e altri che lavorano più sulla mentalità dietro lo scatto.

Pronto? E allora…iniziamo!

1. Che tipo di fotografo sei?

Questa domanda sembra quasi uno di quei test che trovi sulle riviste di gossip, eppure è molto importante porsela per capire poi che tipo di scatto realizzare e con quali strumenti.

Sei un instagrammer, ovvero una di quelle persone che scatta per pubblicare sui social?

Allora la tua foto sarà tendenzialmente realizzata ed editata in tempi brevi, tipicamente con l’utilizzo di uno smartphone e di vari filtri e app di fotoritocco.

Come sai noi non amiamo tanto questo genere di immagini, anche se su Instagram siamo presenti. Col tempo ci sembra che si sia raggiunta una sorta di uniformità di gallery, tanti profili sono simili tra loro per stile e organizzazione, i colori delle foto spesso smorti e un po’ troppo “irreali”. C’è tanto edonismo, tanta gente che vuole urlare al mondo “Hey, guarda dove sono, guarda quanto sono figo, guarda che lusso intorno a me!”, tanta finzione… 

Intendiamoci, ci sono profili molto validi su Instagram, e ci sono anche tante persone che ci lavorano seriamente e con ottimi risultati, e a loro va tutta la nostra stima. Ma è proprio lo stile generale della fotografia “instagrammabile” e il messaggio che questa lancia che non fa tanto per noi.

Se sei invece un fotografo, amatoriale o meno, che scatta utilizzando una macchina fotografica, di solito non metti al primo posto il far vedere agli altri dove sei e cosa fai ma tendi a scattare per accumulare ricordi e raccontare storie. E allora avrai bisogno di un’attrezzatura diversa e di un flusso di lavoro meno immediato. E’ soprattutto a te, caro fratello (o sorella) che ci rivolgiamo con questo nostro post su come fare foto belle.

Pierrefonds hdr

Ulteriore precisazione: ci sono fotografi che sono anche instagrammer e instagrammer che sono anche fotografi, così come anche la strumentazione ed il flusso di lavoro seguiti possono essere intercambiabili. Non c’è niente di definito rigidamente: la fotografia è un’arte e come tale è fluida e personale.

Se pensiamo ad una bella fotografia, a noi viene subito in mente un’immagine in stile National Geographic, vivida e ricca di colori e contrasti, ma la fotografia tipica di Instagram è semplicemente un altro modo di intendere lo scatto. Non convince noi, ma non significa che non la rispettiamo. Peace and love. Del resto c’è chi ama la cucina di chef stellati e chi adora la pasta e fagioli della nonna, ma sempre di ottima cucina si tratta…

Attrezzatura indispensabile: non essere (troppo) tirchio!

Se utilizzi una macchina fotografica, che magari non ti è costata proprio pochissimo, e vuoi cimentarti anche in fotografia notturna, HDR o semplicemente vuoi sfruttare la funzione dell’autoscatto, il treppiede sarà il tuo alleato migliore.

Ma solo se lo sceglierai come si deve.

A torto infatti si investe poco nella scelta di quello che sarà il sostegno fisico della nostra attrezzatura fotografica. Pensa se non fosse stabile: alla prima folata di vento potrebbe crollare con tutta l’attrezzatura montata sopra, e magari procurarti diverse centinaia di euro di danno. E un treppiede poco stabile potrebbe anche variare l’inquadratura delle tue foto, o farle venire mosse a causa di micromovimenti.

Quando valuti un treppiede non guardare solo e soltanto il prezzo, ma controlla il materiale di cui è fatto (meglio alluminio o fibra di carbonio), il peso che può sostenere (dividi per due quello dichiarato dal venditore, che è tendenzialmente “gonfiato” per eccesso) e la sua solidità. Che sia inoltre compatto una volta chiuso e possibilmente bello alto una volta aperto. E tranquillo, troverai varie opzioni valide senza dover vendere un rene, garantito.  

Stesso discorso per lo zaino: deve proteggere la tua attrezzatura fotografica, quindi anche lui deve essere solido, resistente, impermeabile ed ergonomico per consentirti di distribuire bene il peso senza affaticare schiena e spalle. Se possibile, che abbia vari scomparti interni imbottiti e riposizionabili. Quello che usiamo noi al momento è lo zaino della Neewer.

Alzati all’alba

Gli orari migliori in cui fotografare purtroppo non sono quelli centrali della giornata, ma quelli poco prima e poco dopo l’alba o il tramonto. Si parla di blue hour e golden hour, e sono i momenti in cui il cielo nelle belle giornate assume quei bellissimi colori tra l’oro, il rosa, il rosso e un timido indaco che ti permettono di ottenere immagini fighissime, scusaci lo slang. 

Tramonto da Parco Europa

In estate però intorno al tramonto troverai per le strade frotte di turisti, a meno che tu non ti trovi in un posto molto isolato. E se non sei un mago di uccisioni multiple con Photoshop, allora ti conviene puntare la sveglia prima che canti il gallo. Dura la vita dell’appassionato di fotografia…!

Se proprio una foto viene con una luce completamente sbagliata e ti sembra sia insignificante, prova a trasformarla in bianco e nero: come dice Oliviero Toscani, il bianco e nero rende bella qualsiasi foto. O quasi, dai.

La composizione è tutto

La composizione è quell’insieme di regole che, se seguite o meno, possono fare la differenza tra foto stupende e foto che non sanno di niente. Se brancoli nel buio ti lasciamo la nostra guida gratuita sulla composizione base: scaricala e imparerai tante cose belle e interessanti, come ad esempio a non centrare un soggetto a meno di casi particolari o a giocare con linee e forme.

Paese della foresta nera

Ricordati però di sperimentare: la fotografia è arte, e come in tutte le forme d’arte le regole sono lì per essere infrante. Se gli artisti non avessero stravolto le regole non avremmo mai avuto geni del calibro di Caravaggio, Monet, Seurat o Van Gogh, antitetici l’uno rispetto all’altro per quanto riguarda lo stile e il trattamento dell’immagine.

Post-produci, non è peccato!

Se hai seguito i consigli di un nostro vecchio articolo su Raw e Jpeg, allora la post-produzione sarà una tappa obbligata del tuo flusso di lavoro. Non è una vergogna, anzi: scattando in Raw non potrai far altro che post-produrre per recuperare tutta la mole di dati della tua immagine nascosti all’interno del file. Noi sviluppiamo il Raw con Lightroom e poi continuiamo a lavorare con Photoshop, strumento tanto magico quanto complesso, ma occhio a creare un tuo stile personale e a non stravolgere in modo esagerato le tue immagini…

Castello Hohenzollern

A meno che quello che cerchi non sia un voluto irrealismo, scelta comunque rispettabile.

Vietati i preset

Per favore, non acquistare mai un preset. Se proprio vuoi testarli, scarica quelli gratuiti.

Perché?

Innanzitutto un preset non è che una combinazione di parametri che potresti impostare da solo in post-produzione senza dover pagare per farlo, ma capiamo che la procedura sarebbe meno immediata.

Il punto però è che un preset è come un vestito di una certa taglia: non starà mai bene allo stesso modo a tutti. Lo stesso vale per le foto: ogni foto è unica per soggetto, luci, atmosfera…perché vuoi renderle tutte uguali?

Ci dirai “Eh, ma io ho una foto del mare al tramonto e sto usando un preset proprio per il mare al tramonto, è perfetto!”

Eh no.

Il mar Ligure è diverso da quello dei Caraibi ed è diverso pure da quello Adriatico, e anche il tramonto che vedi in Liguria non è detto che sia uguale a quello dei Caraibi o della Romagna.

Ricordati: ogni foto è unica e merita di essere post-prodotta a sé. Rispettane il messaggio e la storia, trova i tuoi parametri generali e poi adattali ad ogni singolo scatto.

Vedere, non solo guardare

Abbiamo visto milioni di foto identiche della Cappadocia, altrettante identiche scattate a Bali…ma hai mai pensato che potresti anche trovare inquadrature e prospettive diverse e magari ancora più suggestive ed interessanti?

Prendi spunto dagli scatti che ti sono piaciuti di altri fotografi, replicali pure, ma poi prova a vedere con i tuoi occhi e a percepire con i tuoi sensi.

La mole al tramonto

Esplora, prova, sperimenta.

Allena l’occhio anche nella vita di tutti i giorni, impara a vedere e non solo a guardare, nota i dettagli…Tutto questo farà  la differenza  nel tuo modo di vivere la vita, perché ti accorgerai di quanta bellezza ti circonda ovunque tu sia, e darà maggior carattere ai tuoi scatti. Imparerai da solo come fare foto belle, vedrai.

Rispetto, rispetto sempre

Rispetta le regole, sempre. Vuoi scattare una foto aerea col drone ma c’è divieto di volo? Non volare (magari prima documentati sul sito dell’Enac).

C’è divieto di usare il flash? Non usarlo.

Niente treppiedi, selfiestick o altro? Fanne a meno.

Insomma, basta con l’essere considerati “gli italiani, quelli che fanno quello che gli pare”!

E rispetta anche le altre persone.

Non passare davanti a chi sta già scattando una foto, e prima di fotografare tu stesso altre persone chiedi loro il permesso.

E non postare sui social foto scattate di nascosto allo scopo di deridere qualcuno, questo è un comportamento indegno.

Sii naturale

Belle le foto in posa, ma non esagerare! Le foto spontanee sono spesso le più belle, anche se vieni col triplo mento.

Chiara che guarda la Madonna

Magari ecco, allenati a trovare il tuo lato più fotogenico, il tuo sorriso migliore, ma poi….sii spensierato e divertiti davvero, perché riguardando poi le tue foto tu possa ritrovare quella stessa allegria. 

Goditi l’attimo.

Carpe diem, sempre. Va bene fotografare, ma non scordarti di vivere.

Non serve a niente avere tanti begli scatti quando non hai un ricordo da associarvi perché non hai vissuto il momento, perché non te lo sei goduto.

Chiara nella main street

Vivi, assapora, e solo dopo pensa a come scattare foto belle. A meno ovviamente di condizioni lampo che portano a fare foto particolari, come un’improvviso allineamento di figure, linee o giochi di luce. In questi casi ti è concesso scattare al volo, dai.

Come scattare belle foto: conclusioni

Speriamo di averti mostrato un modo un po’ diverso di vivere la fotografia, anche se non ti abbiamo dato molti consigli tecnici su come fare belle foto. Ma per quelli ci aggiorneremo tra non molto, perché un grande progetto sta per vedere la luce. Intanto stay tuned e…alla prossima!

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.