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Chiara Mandich

Quando abbiamo programmato il nostro viaggio lungo la Strada dei Cucù, le cascate di Triberg sono state subito segnate come meta imprescindibile. In zona si trova anche uno dei più grandi orologi a cucù al mondo (non parliamo in senso assoluto perché in realtà il discorso è complesso, ma dedicheremo presto un intero articolo a Triberg e ai suoi orologi), quindi comunque saremmo passati dal paese.

Orologi a parte, però, le cascate di Triberg sono tra le più belle e famose di tutta la Germania. E noi, che non vedevamo l’ora di trovare un posto adatto per sperimentare l’effetto seta, ci siamo subito lasciati tentare.

Raggiungere le cascate è stato molto semplice visto che la partenza del percorso è proprio nel centro del paese e che la camminata non è così complessa…Il difficile è stato piuttosto trovare un giorno adatto!

Eravamo stufi di cielo grigio e di pioggia, anche perché fotografare mentre piove è abbastanza antipatico, quindi alle cascate siamo andati con un giorno di ritardo rispetto ai piani originali pur di trovare un minimo di sole.

Ma prima sveliamo il mistero: che cos’è questo fantomatico “effetto seta” che volevamo tanto testare?

L’effetto seta, questo sconosciuto

L’effetto seta è quel particolare effetto fotografico che rende l’acqua in movimento priva di increspature, come se fosse proprio un liscio foulard di seta. L’atmosfera che si crea è quasi mistica, fatata

Il tempo è come se si congelasse, mentre l’acqua perde la sua potenza rabbiosa e prorompente.

La cosa ti risulterà subito evidente paragonando due foto, una con effetto seta e una senza: da un lato appunto un’aura mistica e delicata, dall’altro i singoli spruzzi, le gocce, i getti ben definiti e un chiaro segno della violenza della Natura.

Ovviamente l’effetto viene tanto più enfatizzato quanto più il flusso dell’acqua è ingente: ecco perché le cascate sono un soggetto ideale.

Come si realizza

Supponiamo che anche tu voglia provare a ricreare l’effetto seta: come puoi fare?

A parte un treppiede, che fa sempre comodo, ti servirà tipicamente un filtro.

No, non quelli di instagram…ma un filtro fisico. Un pezzo di vetro che dovrai porre davanti all’obiettivo della tua macchina fotografica al momento dello scatto.

In particolare il filtro adatto sarà di tipo nd, ovvero a “densità neutra“. Questo appare come un vetro scuro, tanto più scuro quanto più vuoi schermare la luce, e rientra tra l’equipaggiamento di un fotografo appassionato o un po’ più esperto. Non è un accessorio indispensabile o che consiglieremmo a qualsiasi principiante, ecco, sebbene il suo utilizzo sia piuttosto semplice.

cascate di triberg

In sostanza quello che questo filtro fa è appunto filtrare i raggi solari, abbassandone la luminosità di un tot. Quello che abbiamo usato noi riduce la quantità di luce di 7 stop, ovvero di 128 volte…e questo ci consente di aumentare parecchio i tempi di scatto.

Tempi brevi infatti “cristallizzano” l’azione, la bloccano…mentre noi vogliamo che il movimento sia visibile e percepibile. Non vogliamo un’istantanea, ma un percorso.

In poche parole: con filtro e tempi di scatto lunghi ottieni l’effetto seta, senza filtro e con tempi brevi le singole gocce.

Cosa vuoi comunicare?

Scattare in un modo piuttosto che nell’altro dipende da cosa vuoi comunicare con la tua immagine.

Vuoi trasmettere delicatezza e far trasparire la dolcezza dell’acqua che dà la vita e ingentilisce l’ambiente? Vuoi rendere tangibili il tempo che scorre ed il movimento? Vai di effetto seta.

Vedi l’acqua come un elemento insidioso, pericoloso, potente e dirompente? Vuoi cristallizzare un attimo? Niente effetto seta. 

Facile, vero?

La fotografia è bella per questo, perché ognuno può rappresentare in modo diverso la realtà che percepisce, per come la percepisce.

Appesi come provoloni

Non siamo gli unici ovviamente che amiamo fare fotografie, e a volte le inquadrature migliori non sono le più semplici da ottenere. Ecco perché alle cascate di Triberg ci sono zone specifiche per i fotografi in cerca di scatti d’effetto, con pedane e ganci ai quali potersi agganciare come provoloni per evitare di precipitare giù da alture varie ed eventuali. Noi non abbiamo “provolato”, sia perché non eravamo attrezzati sia perché abbiamo l’atleticità di due bradipi morti. Però qualche blanda arrampicata l’abbiamo provata, e in effetti cambiare il punto di vista apre gli occhi e la mente. Queste perle di filosofia, come ci vengono…!

Cascate di Triberg, dietro lo scatto: conclusioni

Noi ci siamo divertiti molto a testare per la prima volta i filtri e l’effetto seta alle cascate di Triberg, e il risultato non ci dispiace affatto. Ovviamente molte altre foto sono venute dopo queste e non solo a cascate anche se, appunto, queste rappresentano il soggetto per eccellenza. 

Delle cascate in sé, del bosco che le circonda e degli scoiattoli piccoli e neri che abitano in zona ti parleremo prossimamente, promesso, perché è un luogo che sicuramente merita. A prestissimo con Triberg e le sue attrazioni allora, e…alla prossima!

 

Cascate di Triberg

Schönwälder Str. 2, 78098 Triberg im Schwarzwald, Germania

Sito web: https://www.triberg.de/index.php?id=355

 

 

 

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.