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Aosta

La città di Aosta è l’ideale per trascorrere una piacevole giornata in montagna all’insegna dello shopping, del buon cibo, ma anche dell’arte e della cultura.

Le sue vie centrali sono ricche di botteghe e negozietti ricolmi di prodotti tipici, che spaziano da vasetti di fonduta alle “tegole” dolci (una sorta di biscotti piatti tradizionali), da complementi di arredo in stile montano a boccali di birra smaltati e decorati, dagli oggetti in legno intagliato ai caldi indumenti per affrontare le rigide temperature della montagna in inverno. Tipiche e ideali per una simpatica idea regalo le coppe dell’amicizia, in cui versare il tradizionale caffè con grappa alla valdostana da condividere convivialmente con parenti e amici.

Ma Aosta ha un volto storico forse meno conosciuto ma meritevole di esplorazione: la città nasce sui resti della romana Augusta Praetoria, e la sua pianta era quella tipica dell’epoca, a scacchiera.

Con un biglietto del costo di 7 euro è possibile visitare alcuni dei siti di rilevanza storico-archeologica ancora esistenti, ma noi abbiamo la fortuna di trovarci lì durante la Settimana della Cultura e di poter visitare quindi gratuitamente tutti i siti, primo fra i quali l’antico teatro, in via Porta Pretoria. Dell’edificio sono ancora visibili parte della facciata meridionale, scandita da arcate, contrafforti e tre ordini di finestre di diversa ampiezza, e otto gradini della cavea, l’ambiente semicircolare destinato ad accogliere il pubblico.

Addentrandoci verso il centro della città e raggiungendo piazza Giovanni XXIII possiamo visitare con lo stesso biglietto il criptoportico forense, una sorpresa inaspettata. Si tratta di un cammino sotterraneo a forma di ferro di cavallo illuminato da finestre a bocca di lupo e costituito da due gallerie parallele separate tra loro da arcate. L’illuminazione moderna è spettacolare, a pavimento, e rende pienamente giustizia a ciò che resta del portico seminterrato, esaltandolo perfettamente con morbide luci dorate. Scopriamo che il criptoportico collegava vari edifici del foro cittadino, permettendo di raggiungerli a riparo dalla pioggia o dal sole cocente, per poi diventare un magazzino intorno al III-IV secolo.

Nelle vicinanze, e precisamente in Piazza Roncas, ha invece sede il Museo Archeologico Regionale o MAR. Qui possiamo visitare la zona sotterranea archeologica, che ospita mostre temporanee, ed il piano terra, con esposizione permanente di reperti che vanno dalla preistoria al Medioevo. Al primo piano è al momento ospitata la mostra su Segantini e gli altri pittori della montagna, con opere anche di Depero, Maggi e  Pellizza da Volpedo che con sapienti pennellate dipingono tramonti e nebbie su vette innevate. Visitabile poi la prestigiose collezione numismatica Pautasso e l’esposizione di reperti provenienti dall’Egitto e dalla Mesopotamia.

Il museo è accessibile ai disabili ed anche ai non vedenti grazie a percorsi pedotattili e pannelli esplicativi in Braille, ed intrattiene anche i più piccoli dando la possibilità di maneggiare copie di reperti contenuti in appositi cassetti sotto le teche.

Conclude il tour la chiesa paleocristiana di San Lorenzo, in Piazza Sant’Orso, che noi non abbiamo però visitato per questioni di orario.

Prima di dedicarci all’acquisto di souvenir per amici e parenti abbiamo fatto un’ultima tappa per una golosa merenda presso la gelateria Gelaty, in via Porta Pretoria 42. Il locale presenta sia un dehor esterno che una piccola saletta interna, in cui scegliamo di prender posto. Dal menù ordiniamo due crepes, una alla nutella e una al cocco e cioccolato fondente, del costo ognuna di 3,50 euro; veniamo serviti in fretta e le crepes risultano ben ripiene e forse un po’ troppo cotte, ma buone. Uscendo diamo uno sguardo anche ai gusti dei gelati e ne notiamo alcuni inusuali, come lavanda e pere e cioccolato…Sarà per la prossima volta!

Per maggiori informazioni sui siti visitati:

www.regione.vda.it

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Chiara Mandich
Chiara Mandich

Classe 1985, camperista dalla nascita, è sia l’autrice dei testi del sito che di alcune delle fotografie.